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venerdì, 09 maggio 2008

FIERA DEL LIBRO DI TORINO 8-12 MAGGIO 2008

Chiariamo una cosa.
A me lo stato di Israele non sta simpatico neanche un po'.
Anzi, direi che la politica di repressione dello stato di Israele nei confronti del popolo palestinese mi sta proprio sul cazzo.
Se fossi stato il direttore della Fiera del Libro di Torino li avrei invitati come ospiti d'onore?
La risposta è no.
Detto questo però, pur rispettando le idee di tanti compagni che lanciano la parola d'ordine "boicottiamo la fiera del libro", dico subito che non sono per niente d'accordo.
La fiera è un evento culturale e non è giusto né sensato boicottare la cultura.
Non ho ora il tempo per approfondire la questione ma sono disponibile a discuterne con chi ha dei dubbi o è sicuro delle proprie scelte di boicottare la manifestazione.
Questo intervento di Antonio Moresco può fornirvi alcuni spunti di riflessione, anche se non condivido in pieno l'impostazione del suo articolo.
Io, da parte mia, alla fiera ci sarò.


postato da: militante alle ore 10:53 | link | commenti (15)
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Commenti
#1   09 Maggio 2008 - 10:56
 
Io ,invece, no.
E' un pò un problema per me muovermi, in periodi lavorativi.
Poi ci dirai com'è andata, vero?
In gamba, Compagno!
:-)
Daniele
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#2   09 Maggio 2008 - 14:18
 
io la penso come te.
boicottare la fiera del libro non ha molto senso.
si certo il nuovo ministro della cultura chissà quante cose sagge farà.
lui che scrive pure i libri di poesia..
scusa divago.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giffa

#3   09 Maggio 2008 - 16:09
 
signori , si boicotta uno stato.
Perchè domani sarà un evento politico,in cui la cultura è usata mo di paravento
Se uno scrittore sostiene di essere favorevole al muro di gaza,cosa fa?Sonetti?O politica.
Se alcuni intellettuali israeliani scomodi al governo perchè profondamente contrari all'occupazione sionista non hanno voce per farsi sentire nel loro paese e da noi,non è forse politica?
Se lo Stato che viene festeggiato da 60 anni massacra un altro popolo,colpendo anche le forze intellettuali,i suoi professori e scrittori cosa è questa se non politica
E domani,mascherata da altro c'è un appuntamento politico.
Mi pare chiaro che la cosa scappi a chi non ha mai militato o preso sul serio la questione,mi aspetto che altri non cadano in questo errore
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#4   11 Maggio 2008 - 08:22
 
Relativamente a questo dibattito resto sospesa fra le due opportunità. Nessuna totalmente convincente. Con il boicottaggio si rischia di impantanare la cultura nelle pastoie proibizioniste. E' vero che la cultura ha legami sottili con la politica dello stato in cui si trova ad operare. Questi legami non sono però necessariamente compromissione. Amos Oz, A.B. Yehoshua, Grossmann non credo li si possa definire servi del potere. Bruciare bandiere non farà che generalizzare il fanatismo, fornire allo stato d'Israele argomenti per presentarsi come vittima piuttosto che occupante. Sarebbe stato opportuno invitare le due realtà, Palestina -Israele, a confronto, questo è ovvio. Se sono davvero in buona fede potranno rimediare nel prosieguo. Curiosamente al Salon du livre de Paris non c'è stato tutto questo fermento. Sayed kashua è presente invitata dall'edition de l'olivier, e anche Amira Haas. L'unica voce critica è stata quella di Aharon Shabtai. La dura condanna verso la politica d'occupazione resta, questo è scontato.
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#5   12 Maggio 2008 - 13:17
 
sabato c'è stata una bellissima e sacrosante nonchè opportuna manifestazione
L'evento era politico:60 anni di un'occupazione che causa massacri e morti,senza scordare il ricordo degli intellettuali palestinesi uccisi dai sionisti.
Non c'è molto da filosofeggiare,chiara e netta è la presenza e la parola d'ordine
Comunque una bellissima giornata, peccato x chi non è venuto!^_^
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#6   12 Maggio 2008 - 16:37
 
Qua non filosofeggia nessuno. Credo non sia la sede adatta per fare politica. Poi ho premesso che nè l'una nè l'altra ipotesi mi convincevano totalmente.Tantomeno gli atti plateali, bruciare bandiere. La cultura dovrebbe essere un terreno di confine, un luogo d'incontro. Vivere in una realtà geografica non significa incarnarne la politica. Non siamo tutti leghisti e di destra perchè viviamo in italia.
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#7   13 Maggio 2008 - 15:30
 
Su questo sono perfettamente d'accordo. La letteratura è un bene comune e sacrosanto e deve essere assolutamente slegato da queste vicende politiche. Che almeno un libro (unico mezzo di espressione libero e personale) possa restare soltanto quello che è senza sovrastrutture di nessun tipo! :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LiaVera

#8   13 Maggio 2008 - 16:45
 
Ciao militante.
Un commento sano in mezzo a tanto delirio!!
Bacio
Cazzarè
utente anonimo

#9   13 Maggio 2008 - 16:48
 
saputo...:-)
in bocca al luppolo...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente robertomazzuia

#10   14 Maggio 2008 - 20:29
 
concordo pienamente con te..
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#11   17 Maggio 2008 - 08:12
 
quoto. Mai boicottare la cultura... sopratutto in un paese di ignoranti-caproni-fascisti come l'italia che vive un revival graziosissimo (ai loro occhi) di pregiudizi e violenze. Meglio contestare da presente, che non esserci proprio e privari altri della propria personale esperienza.
Un caro saluto
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#12   07 Giugno 2008 - 01:26
 
sono d'accordo con te, non ha senso bioicottare la cultura.
Non ho in antipatia lo stato di Israele, cmq ...Ormai questi argomenti non sono più all'ordine del giorno, o forse lo saranno per sempre.
Kisses
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente EmmeIan

#13   13 Giugno 2008 - 13:39
 
Intelligentoni come voi che probabilmente in Israele non ci siete mai stati e non vedete il dibattito attivissimo che continua in quel paese, e non avete mai visto la popolazione mista di tutti i tipi che esisteli' includendo un sacco di palestinesi che preferiscono abitare li' piuttosto che dall'altra parte. E convenientemente ignorate il fatto che prima del muro cittadini israeliani venivano massacrati dai terroristi. E che l'occupazione e' opposta, gli arabi hanno conquistato tutta quella zona ben dopo. Se i longobardi o i goti vi dicessero che l'Italia e' loro, voi cosa fareste? Ipocriti schifosi.
utente anonimo

#14   13 Giugno 2008 - 14:05
 
Muro, muro... l'Arabia Saudita ha un MURONE nei suoi confini con non mi ricordo che stato- ma scusa non sono tutti fratelli? L'Egitto ha RICOSTRUITO in fretta il SUO muro di Gaza-ma non sono tutti fratelli? Abbas ha paura di Gaza-ma non sono tutti fratelli? E non mi dite che e' tutta colpa di Israele!

Quella zona che appartenne all'impero turco per quattrocento anni e poi passo' all'Inghilterra, fu divisa nettamente in stati (Giordania, Siria, Libano,Iraq) intorno al 1920. Nel 1947 le Nazioni Unite approvarono di due stati, Israele e Palestina.
Che cretini! Lo stato palestinese l'avevate gia' nel 1947 ma l'avete rifiutato perche' non volevate un vicino...eppure gli ebrei erano sempre stati una presenza in quella zona dai tempi di Mose'....

Macche' crimini sionisti, vorrei vedere voi in Arabia Saudita o in qualsiasi altro paese arabo dove se osate praticare la vostra religione vi svegliate decapitati e dove non c'e' assolutamente nessun modo di esprimere un'opinione diversa... ipocriti fasulli!!

geografica>
utente anonimo

#15   13 Giugno 2008 - 15:49
 
utente anonimo: in effetti in israele non ci sono mai stato ma non mi sembra sia un fatto decisivo per valutare oggettivamente i crimini che ogni giorno vengono commessi contro i palestinesi. intelligentoni noi? ma nooo!! sei tu l'esperto che ci fai la lezione di storia e citi pure il longobardi e i goti..
coglione fascista e pure anonimo.
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