raccolta fotografica di frigoriferi di tutti i tipi. C'è anche il mio!
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Disteso sul letto in stato catatotico.
Febbre altissima, tosse devastante.
La mente persa in un limbo nebbioso di pensieri senza senso che si rincorrono l'un l'altro ma non arrivano da nessuna parte.
D'altra parte nessuno pretende coerenza di ragionamento nel pieno di un delirio febbrile.
Lo sguardo verso la finestra.
Bellissima giornata di sole. Intravedo le fronde alte di alberi sempreverdi mosse dalla brezza e un via vai di uccellini mi fa sorridere e apprezzare una volta di più la mia condizione genetica di provinciale campagnolo.
La radio a bassissimo volume non mi dà fastidio. Al delirio febbrile sta bene tutto, dall'eavy metal al trash pop. Impossibile pensare di cambiare stazione ogni volta. Quindi, tutto scorre.
Poi iniziano le prime note di questa canzone.
Non era lei a cantarla ma una voce maschile alla Frank Sinatra tuttavia il pensiero è andato subito a Audrey e a questo film della mia infanzia. A dire il vero la Hepburn non è mai rientrata nel mio tipo di donna ideale.. troppo sofisticata, troppo di classe, troppo eterea, troppo aristocratica.
Già all'epoca più o meno incosciamente consideravo una stronzata fare colazione davanti alle vetrine di una gioielleria.. chissà, forse il mio animo proletario covava già sotto la cenere.
Ma nel delirio febbrile non c'è spazio per queste considerazioni. Ho solo pensato: ma la Hepburn quando è morta? E scorrendo la mia agendina mentale di quasi cinefilo, lì, nel lettone, febbricitante, ho tirato fuori questo film di venti anni fa, l'ultimo in cui recitò:
E nell'affollarsi di pensieri l'angelo Audrey cede il passo a questo film, all'epoca molto amato dal ventenne militante perché parlava in modo molto convincente di amore eterno.
Non che oggi io non creda più all'amore eterno.. ma allora ci credevo in modo totalizzante, con una visione pura, mistica, incorruttibile, estrema. Invece l'esperienza insegna che l'amore, anche quello eterno, è fatto di innamoramento, passione, cadute, risalite, errori, condivisione, divisione, sentimento, gioie, dolori, in una alternanza di momenti costruttivi e distruttivi che a volte ti fanno pensare se non sia meglio essere colti da una letargia dei sensi e dei sentimenti che ci dia finalmente un po' di pace.
