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sabato, 28 giugno 2008

AVVISO A POSTERIORI: QUESTO POST NON PARLA DI CALCIO, O MEGLIO, PARLA ANCHE DI CALCIO MA SOLO DI STRISCIO

Il clima calcistico e una intervista all'allenatore argentino Luis Cesar Menotti mi hanno fatto tornare in mente i Mondiali di Calcio di Argentina '78. Li ricordo bene perché per me, non ancora dodicenne, fu il primo vero approccio con il mondo del pallone. Mi ero appassionato così tanto all'avventura calcistica degli azzurri in terra Argentina che misi la sveglia per assistere a notte fonda alla partitissima Italia-Argentina vinta dai nostri per 1 a 0 con gol del mitico juventino Roberto Bettega.
Ero troppo piccolo per sapere che l'Argentina stava vivendo l'incubo della dittatura militare (e nessuno in famiglia mi informò del fatto) e che mentre atleti di tutto il mondo correvano dietro ad una palla a pochi chilometri di distanza i torturatori addestrati negli Stati Uniti erano all'opera e dagli aeroporti argentini partivano i "voli della morte" per gettare nell'Oceano gli oppositori al regime. Pochi anni dopo ho riflettuto su quella coppa del mondo che grondava sangue alzata al cielo dal capitano della nazionale argentina Passarella e passata poi all'assassino di migliaia di argentini, Jorge Rafael Videla.

E mi sono chiesto più volte perché un tipo come Menotti, un democratico, uomo di sinistra, accettò di allenare la nazionale di calcio di un paese schiacciato da un regime dittatoriale. Di vincere un mondiale strumentalizzato poi, dai militari, per rilanciare nel mondo l'immagine "pulita" di un paese dove migliaia di desaparecidos gridano ancora oggi vendetta, dove il silenzio assordante di chi sapeva ma non voleva vedere si associava, colpevolmente, all'appoggio palese ai torturatori.
Paura? O forse ambizione?
Menotti oggi non si nasconde e accetta la sfida di parlare di quei momenti e delle scelte fatte all'epoca in un confronto con una nonna di Plaza de Majo proprio qui in Italia. Su Menotti pesano le foto che lo ritraggono con il dittatore

ma il CT della nazionale argentina si riscattò, in parte, rifiutandosi di stringere la mano a Videla. E la sera della finale dei mondiali del 1978 tra Argentina e Olanda, quel 25 giugno di 30 anni fa, pochi istanti prima di entrare nel campo di gioco, disse ai suoi ragazzi:
"non vinciamo per quei figli di puttana, vinciamo per alleviare il dolore del popolo".
Ma se in Argentina vi fu chi tentennò, chi cedette alle lusinghe del regime o semplicemente chi chiuse gli occhi per non vedere, ci furono anche delle eccezioni. Ci fu chi scelse di non essere complice di una feroce dittatura, chi si tirò indietro, chi rifiutò di mettere la sua faccia ed il suo talento al servizio dei torturatori. Il carismatico capitano della nazionale argentina Jorge Carrascosa, detto "el lobo", si ritirò dal calcio a pochi mesi dall'inizio dei campionati del mondo del '78, appena trentenne, per non partecipare ad un evento che avrebbe portato lustro alla dittatura.

 Image:Jorge Carrascosa.jpg

Carrascosa scelse.
Niente gloria calcistica.
Niente soldi di qualche ricco club europeo come fu per molti dei giocatori argentini di quella finale.
Solo un mesto ritiro dalla scena e l'oblio.
Onore al mitico "el lobo", il lupo Jorge Carrascosa.


postato da: militante alle ore 20:47 | link | commenti (31)
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giovedì, 19 giugno 2008

22 GIUGNO 2008

ITALIA-POLICE 1-0


postato da: militante alle ore 22:18 | link | commenti (20)
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venerdì, 13 giugno 2008

IMMAGINATE

Ecco, sì, amici blogger.. immaginate..

Immaginate di avere un cognato trentacinquenne (bello, biondo, con occhi azzurri) che è il responsabile del settore bevande alcoliche di un ipermercato.

Immaginate che il rappresentante di una nota ditta produttrice di birra si rivolga al suddetto cognato dicendo: "ehi, ho giusto un paio di biglietti omaggio per il concerto dei Police del 22 giugno a Venezia li vuoi?"

Immaginate che lui li prenda con entusiasmo, salvo accorgersi che la sua ragazza, per motivi di lavoro, non può accompagnarlo.

Immaginate allora, che il suddetto cognato giri l'invito a sua sorella, che declina e a sua volta propone al marito di accompagnare il suo fratellino al concerto.

Immaginate di essere il marito.

Ecco, voi cosa avreste fatto al suo posto?


postato da: militante alle ore 12:35 | link | commenti (17)
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lunedì, 09 giugno 2008

UN TAGLIO NETTO ALLA VANITA'

milit-1.jpg picture by ilmilitante


postato da: militante alle ore 13:45 | link | commenti (17)
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giovedì, 22 maggio 2008

SCHELETRI

Dai loro un ultimo sguardo.
Chiudi l'armadio, ci metti un bel lucchetto e lo sistemi nell'angolo più lontano, buio e inaccessibile della cantina. Ci accatasti davanti un sacco di robaccia per nasconderlo.
Esci dalla cantina pensando: "i miei scheletri sono al sicuro" e lo dici a voce alta, quasi a volerci credere davvero.
Ma poi succede che passa un mese, passano due mesi, sei, un anno, un anno e mezzo e l'armadio sta sempre lì, con il suo bel lucchetto chiuso.
E cominci a crederci davvero che i tuoi scheletri, il frutto dei tuoi misfatti, non vedranno più la luce e rimarranno per sempre chiusi nella loro improvvisata bara verticale.
E piano piano ti rilassi, perché sai che il tempo che passa è dalla tua parte. 
Quando pensi a loro, ogni tanto, magari sveglio nel cuore della notte, sembra quasi che non siano mai esistiti. Il passato sembra avvolto da un velo nebbioso, come se tutto fosse accaduto in un sogno. Come quando la mattina, appena alzato, il sogno appena fatto, fino a quel momento nitido, comincia a sfuggirti, si dilegua lasciando solo qualche lembo di memoria che non riesci (o non vuoi) afferrare. 
Ma poi accade.
Quando meno te lo aspetti, quando hai le difese abbassate, senti una voce che ti chiama, dalla cantina. Scendi le scale, più terrorizzato che titubante, e sai già che troverai l'armadio aperto, il lucchetto rotto, la ridicola barriera di cianfrusaglie violata e gli scheletri biancheggianti in bella evidenza, con i teschi che sembrano ghignare e sfotterti, come volessero dirti "ma davvero pensavi di farla franca? Davvero pensavi di ucciderci e mantenere il segreto in questo modo ridicolo?"
E davanti all'evidenza non sai far altro che negare, che quegli scheletri lì non ce li hai messi tu. Ma poi rifletti e pensi: "basta bugie" e ammetti che sì, li hai uccisi tu, ma era stato un incidente, con tutte le attenuanti del caso ma che piuttosto che pagare avevi scelto la via più comoda, quella di nascondere tutto, eliminare tutto, cancellare tutto. Ma il tempo che passa attenua le colpe?
Quel quindicenne che più di vent'anni fa uccise una donna e fu coperto dai genitori che cercarono di cancellare le tracce dell'omicidio per salvare il loro figlio. Quel ragazzino oggi ultratrentenne è stato smascherato, il suo delitto non rimarrà impunito.
Evidentemente è destino che prima o poi gli scheletri escano dagli armadi. Ed è quasi paradossale che quell'armadio non sia stato aperto quando non era in cantina ma in casa, senza lucchetto, con dentro i corpi putrescenti mangiati dai vermi che emanavano un fetore insopportabile.
Com'era possibile non sentirlo?


postato da: militante alle ore 22:49 | link | commenti (22)
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sabato, 17 maggio 2008

INCONTRI TORINESI

Partecipare alla Fiera del Libro di Torino è stata un'occasione per incontri piacevoli.

INCONTRI BLOGGHERISTICI

Solo tre amici blogger hanno accolto il mio invito e sono passati a salutarmi in fiera e precisamente movida69 zakynthos e il suo amico milodonte. Che dire? I tre sono stati molto carini a fermarsi anche alla presentazione pubblica dei nostri primi due libri presso lo spazio conferenze dello stand regionale. Movida dagli occhi magnetici è una ragazza molto simpatica e abbiamo fatto una piacevole chiacchierata. Ho potuto poi riabbracciare Zaky che invece è un'amica di vecchia data sin dai tempi del vecchio blog del militante della stagione 2004-2005 (questa è la terza volta che ci incontriamo). Zaky ha scattato al sottoscritto parecchie foto durante la presentazione dei libri, foto che, ovviamente, mi guardo bene dal pubblicare nel blog.. ;)
Milodonte invece è un blogger veneto che avevo salutato alla fiera del libro di Roma nel dicembre scorso. Costretto da Zaky ha presenziare per un'ora alla presentazione ha tenuto stoicamente la posizione senza dare segni di cedimento. Grazie Milodonte e ricorda che per amicizia qualche sacrificio si può fare! ;)  Mentre stavamo chiacchierando Milodonte è stato improvvisamente preso di mira da un giornalista di Ballarò con troupe al seguito che gli ha chiesto: "perché la maggioranza degli italiani ha dato fiducia a Berlusconi?". Milodonte se l'è cavata benissimo e il sottoscritto ha potuto tirare un sospiro di sollievo per averla scampata.
Un incontro mancato è stato invece quello con laVostraProf . E' venuta nello stand mentre io mi ero assentato e non mi ha trovato. Non ha trovato me ma è riuscita a scovare i nostri libri presso lo stand del nostro distributore, acquistare Perla, leggerlo, improvvisarsi nostra corretrice di bozze individuando un paio di refusi (arrggghhhh!!!!) ed infine farci i complimenti per il bel libro.

INCONTRO CON L'AUTORE

Il nostro autore francese è arrivato a Torino lunedì 12 per presentare Perla. In questa foto e in quest'altra due momenti dell'incontro pubblico. Ha apprezzato molto la veste grafica del libro (con la foto di sua madre in copertina) e ci ha invitati il prossimo anno alla fiera del libro di Parigi.

INCONTRO CON IL VJ

Marco Maccarini, il VJ di MTV entra nel nostro stand e si siede a seguire la presentazione di un libro di poesie. Dista appena un paio di metri da me. Lo chiamo e gli regalo un cd di un gruppo folk marchigiano che propone canti di lotta e di libertà. Il VJ apprezza e loda la gentilezza e ospitalità dei marchigiani.

INCONTRO CON IL PUBBLICO DELLA FIERA

I visitatori dello stand erano più interessati ai libri gratis che la Regione Marche regalava che a quelli che la nostra casa editrice vendeva.

INCONTRO CON IL NOSTRO TIPOGRAFO

Gli ho chiesto in ginocchio di stampare il libro di Gramsci entro la prossima settimana perché siamo in netto ritardo con i tempi (colpa mia).

INCONTRO CON IL NOSTRO DISTRIBUTORE

Mi ha detto che Teoria dell'insurrezione sta avendo buone vendite ma che se non esce una recensione di Perla su Repubblica rischiamo una valanga di resi. Sti cazzi.. su Repubblica, mica la Gazzetta di Zagarolo..

INCONTRO CON UNA CASA EDITRICE NATA DA POCO CHE AVEVA LO STAND NELLO SPAZIO INCUBATORE CHE AVREMMO DOVUTO PRENDERE PURE NOI MA POI ABBIAMO (MOLTO MA MOLTO SAGGIAMENTE) RINUNCIATO

Ho fatto parecchie domande ma il succo è questo: hanno speso 700 euro + iva per un ministand che sembrava un loculo del cimitero, sono stati cinque giorni in fiera per vendere gli stessi libri che abbiamo venduto noi, con la differenza che noi il tavolo lo abbiamo avuto gratis ed in fiera ci siamo stati solo tre giorni.

INCONTRO CON I VIP DELL'EDITORIA ITALIANA

Non c'è stato. Lunedì sera era prevista una megafestapartychicpervipdell'editoria che avrebbe dovuto avere il militante come protagonista. Tra tutti coloro che hanno lavorato in fiera c'era grande attesa per il party-evento. La hostess torinese dello stand regionale non vede l'ora di buttarsi nella mischia. Inizialmente intenzionato a partecipare ho poi rinunciato. Motivazione? Avrei finito con l'ubriacarmi e non sarei mai riuscito a tornare in hotel con l'auto (a torino mi perdo regolarmente nel traffico anche da sobrio, figuriamoci se avessi bevuto).

UN INCONTRO CHE HA DELL'INCREDIBILE

Faccio un giretto nello spazio "Incubatore" dove ci sono le piccole e nuove case editrici. Il livello mi sembra bassino ma poi vengo attirato da alcune belle copertine. Mi avvicino allo stand di questa casa editrice. Cominicio a sfogliare i libri. C'è un ragazzo di 35-38 anni che mi consiglia un libro di uno scrittore serbo vincitore di un premio nobel per la letteratura. Il libro mi attira ma costa 18 euro. Nessuno sconto? Gli chiedo. Dice che lui non lo sa perché non è della casa editrice ma sostituisce le sue amiche per un po'. Gli dico che sarei tornato perché nelle fiere lo sconto si deve fare (tranne se sei feltrinelli o einaudi.. la gente paga un biglietto di ingresso per andare a comprare i libri a prezzo pieno negli stand dei grandi editori quando potrebbero farlo in qualsiasi libreria).
Torno al mio stand. Ma un piccolo tarlo comincia piano piano a rodermi. Dopo un po' mi viene in mente che di quella casa editrice io avevo sentito parlare.. precisamente in questo post.
Post scritto da uno stimatissimo blogger con cui intrattenevo rapporti virtuali all'epoca del vecchio militante: abteilung.
Il giorno dopo torno allo stand e chiedo alla ragazza se conosce un certo F. di Torino. E lei mi fa: "sì, è un mio amico, ieri ci ha dato una mano qui nello stand.. perché lo conosci?"
Le spiego che ho conosciuto F. tramite il blog ma che non ho avuto mai avuto l'occasione di incontrarlo. Fino a ieri. Ci siamo incontrati ma da perfetti sconosciuti. Le chiedo di salutarmi il buon vecchio abteilung, alias ratinthewall, alias mutewinter e me ne torno allo stand.

postato da: militante alle ore 22:52 | link | commenti (21)
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venerdì, 09 maggio 2008

FIERA DEL LIBRO DI TORINO 8-12 MAGGIO 2008

Chiariamo una cosa.
A me lo stato di Israele non sta simpatico neanche un po'.
Anzi, direi che la politica di repressione dello stato di Israele nei confronti del popolo palestinese mi sta proprio sul cazzo.
Se fossi stato il direttore della Fiera del Libro di Torino li avrei invitati come ospiti d'onore?
La risposta è no.
Detto questo però, pur rispettando le idee di tanti compagni che lanciano la parola d'ordine "boicottiamo la fiera del libro", dico subito che non sono per niente d'accordo.
La fiera è un evento culturale e non è giusto né sensato boicottare la cultura.
Non ho ora il tempo per approfondire la questione ma sono disponibile a discuterne con chi ha dei dubbi o è sicuro delle proprie scelte di boicottare la manifestazione.
Questo intervento di Antonio Moresco può fornirvi alcuni spunti di riflessione, anche se non condivido in pieno l'impostazione del suo articolo.
Io, da parte mia, alla fiera ci sarò.


postato da: militante alle ore 10:53 | link | commenti (15)
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domenica, 04 maggio 2008

DELIRI FEBBRILI

Disteso sul letto in stato catatotico.
Febbre altissima, tosse devastante.
La mente persa in un limbo nebbioso di pensieri senza senso che si rincorrono l'un l'altro ma non arrivano da nessuna parte.
D'altra parte nessuno pretende coerenza di ragionamento nel pieno di un delirio febbrile.
Lo sguardo verso la finestra.
Bellissima giornata di sole. Intravedo le fronde alte di alberi sempreverdi mosse dalla brezza e un via vai di uccellini mi fa sorridere e apprezzare una volta di più la mia condizione genetica di provinciale campagnolo.
La radio a bassissimo volume non mi dà fastidio. Al delirio febbrile sta bene tutto, dall'eavy metal al trash pop. Impossibile pensare di cambiare stazione ogni volta. Quindi, tutto scorre.
Poi iniziano le prime note di questa canzone.

Non era lei a cantarla ma una voce maschile alla Frank Sinatra tuttavia il pensiero è andato subito a Audrey e a questo film della mia infanzia. A dire il vero la Hepburn non è mai rientrata nel mio tipo di donna ideale.. troppo sofisticata, troppo di classe, troppo eterea, troppo aristocratica.
Già all'epoca più o meno incosciamente consideravo una stronzata fare colazione davanti alle vetrine di una gioielleria.. chissà, forse il mio animo proletario covava già sotto la cenere.
Ma nel delirio febbrile non c'è spazio per queste considerazioni. Ho solo pensato: ma la Hepburn quando è morta? E scorrendo la mia agendina mentale di quasi cinefilo, lì, nel lettone, febbricitante, ho tirato fuori questo film di venti anni fa, l'ultimo in cui recitò:

E nell'affollarsi di pensieri l'angelo Audrey cede il passo a questo film, all'epoca molto amato dal ventenne militante perché parlava in modo molto convincente di amore eterno.
Non che oggi io non creda più all'amore eterno.. ma allora ci credevo in modo totalizzante, con una visione pura, mistica, incorruttibile, estrema. Invece l'esperienza insegna che l'amore, anche quello eterno, è fatto di innamoramento, passione, cadute, risalite, errori, condivisione, divisione, sentimento, gioie, dolori, in una alternanza di momenti costruttivi e distruttivi che a volte ti fanno pensare se non sia meglio essere colti da una letargia dei sensi e dei sentimenti che ci dia finalmente un po' di pace.  


postato da: militante alle ore 13:00 | link | commenti (20)
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giovedì, 24 aprile 2008

SIAMO UN POPOLO DI CINICI INDIVIDUALISTI

L'ho pensato stamattina, dopo aver letto o sentito da qualche parte la notizia di cronaca: "portiere precipita da un palazzo di trenta mentri e si schianta sull'asfalto ignorato dai frettolosi passanti".
Quanti come me lo avranno pensato?
Eppure basta un niente per rientrare nella categoria. Può capitare a ciascuno di noi quando meno ce lo aspettiamo.
La notizia di questa mattina mi ha fatto ricordare un episodio di qualche giorno fa. Stavo passando con l'auto su una strada ad alto scorrimento del capoluogo con tutta la famigliola. Dietro una curva intravedo per un attimo questa scena: una giovane donna di colore distesa in terra sul bordo della strada e un ragazzo di colore in piedi a circa due metri di distanza. Rallento un attimo titubante ma la strada non consente soste immediate e proseguo. Mia moglie mi intima di fermarmi. Accosto ed entro in un passo privato.
"Vado a vedere che succede" mi dice lei.
"Ma guarda, si sarà sentita male e il suo uomo starà aspettando il 118".
"Tu sei cieco o non vuoi vedere l'evidenza" mi risponde.
"Che dici?"
"Dico che non può essere il quadretto che hai prospettato tu. La donna stava in terra in una posizione scomposta e l'uomo era distante. Se gli stava prestando soccorso sarebbe stato lì chinato su di lei, le avrebbe tenuto la mano, l'avrebbe sistemata. Invece stava in piedi, a distanza. Vado a vedere!"
Scende dall'auto e raggiunge i due.
"Cazzo, cazzo, cazzo..." dico io.
"Nuuuun si dice cazzo!!!" mi fa eco Sofia.
Mi sento una merdina perché sarei dovuto andare io, subito, senza tante manfrine. Scendo dall'auto ma con i pargoli dentro non la posso raggiungere. Da lontano li vedo. Mia moglie è chinata sulla donna che piange. L'uomo è sovraeccitato e sembra veramente incazzato. Non riesco a sentire cosa si dicono ma urla spesso e volentieri un "va via, deve andare via!" con grandi segni delle braccia. Comincio ad agitarmi perché il terzetto è pericolosamente a bordo strada con le auto che piombano sulla curva ad alta velocità e basterebbe un niente per essere investiti. Mia moglie lo tira un paio di volte verso l'interno perché il tipo è così agitato da finire in strada con il rischio di venire messo sotto. Comincio a bestemmiare come uno scaricatore di porto, incastrato in quella situazione; non potevo muovermi per paura che i bimbi scendessero dall'auto. Le urla del ragazzotto di colore fanno uscire di casa un signore sulla cinquantina. Prendo la palla al balzo e gli dico: "resti qui un attimo e mi dia un'occhiata ai pargoli". Mi precipito sul terzetto ma L. mi fa un cenno, quasi a voler dire che la situazione è sotto controllo. Il ragazzo non ce l'aveva con mia moglie ma con la compagna che lo aveva tradito con l'amico. Lei piangeva ("non lo avevo mai visto così!" sussurra), mentre mia moglie gli sistemava con un gesto materno i jeans a vita bassa quasi calati e la maglietta strappata dalla colluttazione che le davano un aspetto un po' osceno. I due erano venuti alle mani e lui l'aveva rincorsa per sfogare la sua rabbia. Lei si era difesa con le unghie e non in senso figurato. In tre minuti mia moglie è riuscita a calmare il ragazzotto, con un tono calmo e forte al tempo stesso. In quel momento l'ho invidiata per la sua capacità di riportare alla ragione quell'uomo, di consolare quella donna, di rimettere "le cose a posto", mentre io ero pronto a dare gas e premere sull'acceleratore, allontanandomi da una situazione potenzialmente fastidiosa.
"Adesso tornate a casa e discutete con calma e tu non usare le mani che picchiare non serve a nulla. Se la picchi sei un vigliacco perché tu sei più forte".
Il ragazzotto di colore sembrava mortificato.
"E' vero, l'ho tradito, ma io sono una donna libera. Lui non è il mio padrone".
"Allora te ne vai, io non ti voglio!" dice lui.
La donna si avvia verso casa seguita dall'uomo.
"Mi sono spaventato" dico io. "Pensavo ce l'avesse con te".
"No, era solo un po' incazzato ma l'ho fatto sentire un pezzo di merda per via delle botte e questo lo ha calmato".
Risaliamo anche noi la via a piedi. L'ometto che ha vigilato sui pargoli rientra in casa. Saliamo in auto e ripartiamo.
Dopo cento metri li vediamo.
Seduti tutti e due sul gradino di entrata di una vecchia casa.
Lui ha le mani sulla testa.
Lei gli sta seduta accanto.
Chissà come andrà a finire.
Però è bello ricevere degli insegnamenti da chi ci sta vicino. Soprattutto quando il nostro ego, la massima stima e considerazione che nutriamo per noi stessi ci impedisce a volte di vedere i nostri limiti e le nostre debolezze.

P.S. Mi è venuto in mente un episodio di quando eravamo ragazzi. Stavamo insieme da poco, io avevo 20 anni e lei 18. Stavamo andando in pizzeria quando ci sfrecciano di lato un ragazzino che scappava (avrà avuto 14 anni) e un poliziotto che lo inseguiva. Il poliziotto bloccò il ragazzino contro un muro e cominciò a picchiarlo. Lei cominciò a correre con la precisa intenzione di bastonare il poliziotto. All'epoca ero un buon velocista sui 100 metri e riuscii a raggiungerla e bloccarla prima che potesse mettere in pratica le sue intenzioni bellicose. Ricordo che si incazzò parecchio ed in pizzeria mi disse: "vuoi fare tanto il rivoluzionario ma tu sei reazionario dentro".
Eh... certe volte viene il sospetto anche a me.

postato da: militante alle ore 17:20 | link | commenti (30)
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venerdì, 18 aprile 2008

AZZ!!

Non ho tempo nemmeno per andare al cesso.
Impegnato su svariati fronti.
Riprenderò con il blog al più presto non appena possibile.


postato da: militante alle ore 10:14 | link | commenti (14)
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sabato, 12 aprile 2008

SCIOLGO LA RISERVA

ASTENSIONE!


postato da: militante alle ore 11:47 | link | commenti (21)
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sabato, 05 aprile 2008

DIALOGHI DOMESTICI

pargola "cinquenne": papà, papà! ti piace la mia nuova collana?

DSC00077-1.jpg picture by gwynplaine66

militante: ehm... sì.. carina.. ma... non so, mi ricorda qualcosa..

poi mi viene in mente lui

DEVO COMINCIARE A PREOCCUPARMIIII???????


postato da: militante alle ore 18:11 | link | commenti (38)
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giovedì, 03 aprile 2008

INAFFIDABILI IN ORDINE SPARSO

Veltroni (intervista del 2002)

“Una cosa ho chiara nella mente: che alla fine del mio mandato non voglio nessun altro incarico. Fare il sindaco lo considero il mio ultimo lavoro in politica. Potrei arrivare al 2011, anno in cui avrò 56 anni. Spero a quel punto di poter andare a fare un’esperienza lunga in Africa dove ho lasciato un pezzo di me”.

 

Berlusconi (contratto degli italiani 2001)

 

“Dimezzeremo l’attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuovi posti di lavoro.”

 

Militante (post del 31 gennaio 2008)

 

(...) detto questo vi saluto, il militante si ferma, questa volta per sempre (...).


postato da: militante alle ore 10:38 | link | commenti (23)
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sabato, 29 marzo 2008

LOVE LOVE ME

E' strano come la musica possa tirarti su il morale anche nei momenti più neri.
Ieri ero giù. Arrivato ai quaranta mi sono accorto che ti puoi ritrovare all'improvviso l'umore sotto i tacchi senza un motivo apparente.
O forse il motivo c'è.
Anyway.. Stavo in auto con il pargolo "settenne" diretto verso la palestra per il suo allenamento di pallacanestro.
La radio comincia a trasmettere questa canzone.

Ora, diciamo pure tranquillamente che io non sono un fan di questo cantante.
Però, il piede ha cominciato a battere il tempo.
Però, la mano, a mo' di batteria sul volante, ha coadiuvato il piede. Ritmo.
E improvvisamente.. una vocina ha cominciato timidamente ha cantare sulle note della canzone.
Prima piano piano, poi sempre più forte, anche se forte non è il termine giusto, perché il sottoscritto ha rispolverato un falsetto davvero notevole che non utilizzava dai tempi in cui - a dieci anni - cantava i Bee Gees davanti allo specchio imitando il mitico e trasshissimo Tony Manero.
La canzone, sempre più coinvolgente, distruggeva in breve ogni freno inibitorio del serioso papà lasciando il campo ad una scatenata performance che lasciava allibito e divertito il povero pargolo.
Come Kevin Kine - nel film "In & Out" - non riesce a trattenersi e comincia a ballare in modo sfrenato sulle note dei Village People, così il militante canta a squarciagola "Love today" di Mika. Ma non sto facendo outing eh! Sia chiaro.  
Tornati a casa il pargolo si è rivolto alla mamma dicendo: "mamma mamma, papà ha cantato una canzone con una  vocina piccola piccola! E ha ballato pure!". Sguardo perplesso della signora.
militante: "ehm... cosa mangiamo per cena?"


postato da: militante alle ore 09:55 | link | commenti (17)
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sabato, 22 marzo 2008

milit.jpg picture by ilmilitante

Mentre guido verso l'ufficio penso:
"sto ingrassando come un maiale e la pasqua imminente - con il suo carico di colombe e uova di cioccolato - mi darà il colpo di grazia". 
Sorrido compiaciuto nel realizzare che della cosa non mi frega un cazzo. Sto bene con me stesso e questo è quanto.
Medito un taglio drastico di barba e capelli che mi faccia avvicinare più all'immagine di vero quarantenne piuttosto che a quella, piuttosto squallida, di finto giovane.


postato da: militante alle ore 10:07 | link | commenti (20)
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lunedì, 10 marzo 2008

????????

Qualcuno può spiegarmi perchè il vecchio blog del militante si è riempito di pubblicità di google?


postato da: militante alle ore 07:48 | link | commenti (14)
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giovedì, 31 gennaio 2008

Ho appena scoperto che la legge considera questa attività, da poco avviata dal militante&consorte (che spero non ci porti in breve tempo alla rovina economica), come impresa industriale. Industriale.. non importa se l'impresa è composta da due persone, la sede sociale è il salotto di casa e i macchinari "industriali" sono un mac, una stampante e un pc portatile (fino all'altro ieri senza tasti). 
Quindi da buon manager dovrei tagliarmi i capelli, rasarmi, indossare un bel gessato e votare PD? Naaaa.... tranquilli ragazzi.. non abbandonerò mai la mia divisa da militante..

Detto questo vi saluto. Il militante si ferma, questa volta per sempre. Sono chiuso come un riccio e non riesco a tirare fuori più niente, niente che non siano stronzate. Anche le stronzate hanno una loro dignità ma il fatto è che non mi va più di scrivere nemmeno quelle. Forse è stato uno sbaglio riesumare una salma che riposava in pace dall'agosto 2005..

Questo blog invece andrà avanti per raccontare la nostra esperienza editoriale. Utilizzerò il nick del povero sfregiato per restare con i piedi ben piantati nella blogosfera e avere la scusa per venire a leggervi. 

Ultima avvertenza.. Se in futuro verrete a salutarmi nel blog della casa editrice mi raccomando. Il militante non esiste. Questa è una esperienza che ho condiviso solo con mia moglie e nessuno, parenti, amici, conoscenti, ha mai saputo del blog del militante. L'altro blog è invece frequentato anche da loro e vorrei evitare il loro approdo in questo spazio, che è stato ed è solo mio.

Hasta siempre!


postato da: militante alle ore 09:06 | link | commenti (41)
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lunedì, 28 gennaio 2008

SONO MEGLIO DI BRANKO

Stamattina i due ragazzi alla fermata del pullman, di cui avevo parlato in questo post, erano abbracciati e si stavano baciando.
A parte il sorriso che questa visione mi ha strappato mentre passavo in auto, rifletto e penso che dovrei buttarmi nel settore astrologico date le mie oggettive capacità divinatorie..
Altro che Branko!


postato da: militante alle ore 09:01 | link | commenti (21)
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giovedì, 24 gennaio 2008

CAMBIO DELLA GUARDIA

No, non parlerò di Prodi che se ne va. E' solo che oggi sto a casa con la febbre e mi è venuto spontaneo rendere un sentito omaggio fotografico al mio vecchio portatile che, dopo solo quattro anni di onoratissima carriera, ci ha improvvisamente lasciati, portando con sé il suo fardello di programmi, file, foto e quant'altro (nota: militante ricordati di fare un back up ogni tanto).

Questo è il pc deceduto:

DSC00113.jpg picture by ilmilitante

notare le profonde ferite inferte un anno fa dal piccolo pargolo.

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Qui sopra invece il nuovo pc al quale facciamo i migliori auguri di una (speriamo) lunga carriera. Sotto invece, una foto ricordo del cambio della guardia prima della rottamazione.

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martedì, 22 gennaio 2008

Il mio livello di socialità non è mai stato così basso come in questi ultimi tempi.
Sto sempre chiuso in casa e non vedo nessuno.
Poi basta vedere i tempi di ricarica del mio cellulare.
Fino a qualche tempo fa attaccavo lo spinotto tutte le sere.
Adesso ogni tre o quattro giorni.
E il mattino quando parto per andare al lavoro una volta su due mi dimentico il cellulare a casa.


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sabato, 19 gennaio 2008

Ieri mentre guidavo l'auto e ascoltavo questo cd, il sole rosso del tramonto che invadeva l'abitacolo, parlavo con i pargoli e sentivo che pendevano dalle mie labbra. In quel momento stavo bene e ho pensato: "ecco, ora saprei descrivere questo momento magico con le parole appropriate. Saprei fissare una volta per tutte il senso della vita. Fermarlo e non farlo scappare più". Ma sono momenti che durano un attimo e subito tutto sfuma, come un sogno che svanisce il mattino, davanti allo specchio.
A proposito degli Smiths, gruppo che sto scoprendo solo ora a quarantuno anni suonati, mi domando dove ero io negli anni '80 mentre loro suonavano canzoni così coinvolgenti. Ah sì, probabilmente stavo a guardare Sanremo. Per questo riesco ora ad intervenire con una certa competenza in un post di Alex su "maledetta primavera" della Goggi.. ;)
  

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mercoledì, 16 gennaio 2008

Stanotte ho fatto un sogno che ricordo solo a sprazzi. Ricordo solo che c'erano i miei compagni di scuola delle superiori. Stamattina mi sono sforzato di ricostruirlo mettendo insieme i vari spezzoni  ma invano. Invece mi sono venuti in mente altri spezzoni, quelli della mia vita scolastica passata risalente al paleolitico. In una classe di femmine noi tre poveri maschietti avevamo assunto il ruolo di fratellini-amichetti, il tutto in un clima cameratesco-goliardico. Ero talmente preso dal ruolo di amicone che, rivolto verso  la mia compagna di banco del terzo superiore, tale Stefania, per farle un complimento le dissi: "Sai, Stefy, assomigli in modo impressionante a Simon Le Bon". La Stefy si mise a piangere dandomi del bastardo davanti a tutta la classe, professoressa di matematica compresa.
Ripensandoci, in effetti, i miei primi confronti con il sesso femminile furono piuttosto fallimentari. 


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martedì, 15 gennaio 2008

Ci sono dei momenti nella vita in cui ti viene voglia di iniziare a correre e scappare. E lo fai, metaforicamente, inizi a correre, correre, senza pensare. Quello che ti lasci dietro però sta lì, non si muove. I problemi non si risolvono da soli. Le persone e le situazioni bisogna affrontarle. Non c'è spazio per i pavidi. Allora piano piano rallenti e ti fermi. Giri i tacchi e torni indietro.


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sabato, 12 gennaio 2008

FANTAMORTO 2008

Volevo scrivere un post su Guantanamo ma il fatto è che non mi va. D'altra parte chi mi conosce può immaginarsi che tipo di post potrei scrivere al riguardo. Un pippone antiamericanista un po' indigesto scopiazzato qua e là. Quindi sento fortemente di dover insistere nel percorrere la facile strada del cazzeggio blogghistico aderendo all'impegnativa gara tra blogger denominata: Fantamorto 2008.

Fino al 15 gennaio 2008 si può indicare la lista dei 10 personaggi celebri che si pensa moriranno nell'anno solare 2008. La lista deve comprendere almeno un personaggio che al 31 dicembre 2007 abbia meno di 50 anni (morte maledetta).
Fondamentale la regola stabilita dal regolamento secondo la quale "Non è valido agevolare la morte di uno dei personaggi indicati in lista".
Questa è la mia lista. Non è una lista per vincere. Potevo indicare nomi potenzialmente vincenti, tipo novantenni come Rita Levi Montalcini o Mario Monicelli. Ma perchè gufare contro questi due simpatici vecchietti quando posso puntare su una squadra di politici ed ex politici di prim'ordine come quella che segue?

MIRKO TREMAGLIA (non sono riusciti a farti fuori i partigiani quando eri repubblichino. Posso farcela io?)
GIULIO ANDREOTTI (hai fatto un patto con il diavolo ma io ci provo lo stesso)
SILVIO BERLUSCONI (niente di personale eh! mi stai solo altamente sul cazzo)
FRANCESCO COSSIGA (vedi Berlusconi)
MARGARETH TATCHER (giusto per ricordare i danni che hai fatto nei favolosi anni '80)
GEORGE BUSH SENIOR (per la guerra del golfo e per aver generato Bush junior)
ARNALDO FORLANI (il democristiano che odiavo di più)
UMBERTO BOSSI (per essere il capostipite di una massa di cerebrolesi che ce l'hanno duro)
ERICH PRIEBKE (special guest star)
EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA (morte maledetta)


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giovedì, 10 gennaio 2008

THINKING BLOGGER AWARD

 EmmeIan mi ha candidato al Thinking blogger award citandomi tra i suoi cinque blogger "che fanno pensare". La ringrazio per la stima dimostrata nei miei confronti, assolutamente corrisposta anche da parte mia.
Io invece voglio dedicare questo post ai blogger veramente militanti - al di là del nome - che utilizzano lo strumento del blog per far emergere problematiche importanti, questioni politiche da sviscerare, per discutere e confrontarsi davvero.
A loro va tutta la mia stima come persone, compagni e blogger impegnati.

I cinque blogger che hanno "la capacità di farmi pensare":

1) moltitudini - caldamente consigliato a tutti. Lo leggo sempre molto volentieri e le sue analisi politiche - oneste, chiare, documentate - mi trovano d'accordo ormai al 99,9%. Davvero un grande!

2) razgul - dubito che leggerà mai questo post. Lo seguo dal 2004 e ho continuato a leggerlo spesso anche durante i due anni di stop blogghistico del militante. Ha innato un sano spirito di sovversione e scrive benissimo.

3) viga - un comunista vero, politicamente scorretto, che sa il fatto suo.

4) robertomazzuia - lo candido anche se ha già ottenuto il riconoscimento da altri blogger. Roberto, un uomo votato all'azione. Adora Beppe Grillo ma non gliene faccio una colpa.. ;) meglio un roberto affetto da grillismo che agisce che un militante duro e puro disteso sul divano di casa.

5) macca - E infine, last but not least, il grande Daniele! Anche lui è già stato candidato.. Vecchia conoscenza del militante dal 2005. Le sue chicche ironiche fanno sorridere e pensare al tempo stesso. Un punto di riferimento irrinunciabile.

Appena fuori dalla cinquina misiek&spawn72. Due giovani che mandano avanti un ottimo blog di controinformazione che leggo spesso e che meriterebbe di stare nei cinque.

Le regole:

1. Partecipare se si è stati nominati.

2. Lasciare un link al post originario inglese.

3. Quindi inserire nel post il logo del Thinking blog award.



4. Indicare i  blog che hanno la "capacità di farti pensare".


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mercoledì, 09 gennaio 2008

RIVOGLIO IL MIO PC

Stamattina un assalto improvviso di virus (informatici) ha messo ko buona parte dei pc della rete aziendale. Ovviamente il mio è stato tra i più devastati, tanto che si è reso necessario il ricovero presso la ditta di assistenza tecnica. Due ometti si sono presentati in ufficio e a mo' di infermieri con lettiga hanno portato via il malato, promettendomi di dimetterlo entro le 13 di domani mattina restituendolo in piena forma. Ho preso in prestito il pc della collega. Domani mi sa che approfitto per mettere un po' di ordine sulla scrivania, dove giacciono in ordine sparso libri, fogli, faldoni, penne, timbri, calendari vecchi e nuovi, cartelline, spillatrici, puntatrici, elastici di varie dimensioni e colori, manifesti di varie iniziative recenti ecc.
Speriamo che i tecnici mantengano la promessa.
Dopo aver celebrato il funerale del mio portatile (sopravvissuto un anno dopo lo scempio perpetrato dal piccolo D. che staccò tutti i tasti costringendomi a digitare sui gommini) sto rischiando un altro dispiacere informatico.
Io rivoglio il mio pc sano e salvo!


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sabato, 05 gennaio 2008

AMARCORD

Ieri sono andato nel capoluogo con la famigliola a comprare un regalino alla pargola che ha compiuto cinque anni. Nel tornare a casa mi sono fermato al negozio "computer discount" per comprare l'inchiostro per la stampante. Entro, prendo velocemente quello che devo prendere e vado alla cassa. Davanti a me c'è un piccoletto che parla affabilmente con il commesso alla cassa. Lo guardo e mi ricorda qualcuno. Lui mi guarda e abbozza un sorriso. Lo conosco?  - mi domando. Poi, all'improvviso, l'illuminazione. Era lui. Il cantante di un gruppo che faceva musica dance e che ebbe un brevissimo periodo di fama negli anni '80 in particolare con questa canzone

 

Mi ricordo che all'epoca, prima di esplodere con questo brano il tipo gestiva un tabacchi proprio sotto il liceo di mia moglie. Lei andava a comprarci le sigarette e quando per la prima volta vide video in onda nella sigla di una famosa trasmissione di video musicali saltò sulla sedia e disse: "ma quello è il mio tabaccaiooo!!!".
Ma torniamo a noi. Mentre parlava con il commesso alla cassa ogni tanto mi dava un'occhiatina e ammiccava sorridendo verso di me come per coinvolgermi nella discussione o voler dire: "lo so, lo so, sì, sono proprio io, grazie di avermi riconosciuto!". Parlava di un imminente concerto con amici musicisti in cui avrebbe cantato canzoni dei genesis e di phil collins. E in effetti ricordo il suo timbro di voce sembrava assomigliare in qualche modo a quello di phil. Ad un certo punto ha mimato una schitarrata e una strofa. E rivolgendosi al suo piccolo uditorio ha detto: "mi raccomando ragazzi, tutti presenti eh!" Sembrava un bambino. Un bambino un po' imbolsito e invecchiato. Mi ha fatto tenerezza. Allora mi sono inserito nel discorso e gli ho chiesto "ehi R. suoni ancora!" e lui tutto contento mi ha detto "sì, certo, mi raccomando passa parola per il concerto!".
Sembra che adesso faccia il tassista nel capolouogo. Si vocifera che il luciferino cantante di Gioca Jouer - produttore discografico del gruppo - preparò un contratto capestro che prevedeva il versamento nelle sue tasche delle royalties e diritti Siae relativi alle canzoni del gruppo. Munta la vacca finchè aveva il latte, il produttore dai capelli a caschetto scaricò poi velocemente il gruppo che si avviò verso un un rapido declino senza monetizzare il successo di quel breve periodo. Qualche anno fa partecipò anche a meteore, trasmissione tristissima in cui si va, penso, solo per raggranellare qualche soldo perchè non dovrebbe essere molto piacevole per i diretti interessati.

 

Così, ci saluta con un sorriso e se ne va. R.Z. cantante dei V.V.
E mentre uscivo dal negozio per salire in macchina mi sono ritrovato a canticchiare il suo cavallo di battaglia..

 


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martedì, 01 gennaio 2008

AD OGNUNO LA SUA TRINCEA

Dopo dieci giorni di semi clausura casalinga a causa del virus intestinale che ha colpito nell'ordine i tre pargoli e mia moglie, il 30 sera la ciliegina sulla torta: il malefico virus si insedia anche nel mio povero intestino. Sorvolo sulle conseguenze materiali. Il mondo sta andando a rotoli ma a ognuno di noi la sua trincea. La mia battaglia, per il momento consiste nel tenere la posizione e pulire il sedere dei pargoli (con un occhio anche al mio). Ieri sera nel nostro personale lazzaretto ci siamo organizzati: cenone con riso in bianco con un goccio di olio e parmigiano (senza abbondare). A seguire visione di un filmetto e del concerto di Giorgia, con Veltroni allegato. A mezzanotte brindisi con una bottiglia di spumante che abbiamo stappato (per fare un po' di scena) senza berne un solo goccio. Poi tutti di corsa alla finestra della camera da letto, quella che ha una bella vista verso Osimo, a vedere i fuochi d'artificio nel cielo. I tre pargoli in piedi sul davanzale esclamavano meravigliati ad ogni botto e facevano a gara ad indicare il fuoco pirotecnico più bello. tutto sommato è stato un buon capodanno. Buon anno a tutti!

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giovedì, 27 dicembre 2007

IL MIO 1973

No, dico io.. ma come cazzo ci vestivano i nostri genitori negli anni '70?
E quei capelli a caschetto?
Naaaaaa!!!!!!

militantecolcaschetto.jpg picture by ilmilitante


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sabato, 22 dicembre 2007

Chi vive la propria vita senza avere attenzione per i particolari si perde molto. In termini di emozioni, sensazioni, riflessioni. Spesso significa vivere in un mondo autistico, dove gli altri esistono, sì, ma solo ed in funzione delle proprie esigenze e dei propri desideri ed egoismi. Tutto quello che non ci riguarda non conta. Inutile pensarci. Inutile e improduttivo perderci tempo. Non si percepisce che fuori dal nostro piccolo orticello c'è un mondo fatto di migliaia di vite e di storie che vanno avanti, più o meno faticosamente. E a volte queste persone entrano in contatto con la nostra vita. Spesso senza avere coscienza di questo. Entrano nella nostra vita per il solo fatto che noi le abbiamo osservate. Basta poco perchè questo avvenga. Basta, come dicevo, avere attenzione per i particolari, cogliere le sfumature, un gesto, uno sguardo. Ci colpiscono e stimolano la nostra riflessione o la nostra immaginazione. Io non sono mai stato bravo in questo. Mia moglie sì, capace di ricostruire storie di vita solo da pochi elementi, osservardo la gente, i comportamenti, le sfumature. E mentre io, avulso da tutto quello che mi sta intorno, magari sto pensando a cose banali tipo "devo lavare la macchina prima o poi che fa veramente schifo" lei osserva, fino al momento in cui mi chiede se avessi notato quella persona, quell'atteggiamento, ecc. ecc. e io le rispondo, inevitambilmente, che no, che non ho visto niente, che non ho notato niente, che nessuna di quelle persone mi era rimasta impressa, nessuno mi aveva colpito, niente, tabula rasa, solo una massa indistinta di persone senza sesso e senza età. Pensavo solo all'auto sporca da lavare. Prima o poi.
Ma ci sono situazioni in cui anche uno come me, disattento, distratto, chiuso nel suo mondo interiore con i suoi monologhi da flusso di coscienza, ci sono situazioni, dicevo, in cui anch'io riesco a percepire quello che succede intorno a me. Gioco forza che sia così perchè sono situazioni seriali, che si ripetono, ogni giorno e sempre le stesse. Situazioni che anche un cieco vedrebbe e sulle quali a quel punto è bello soffermarsi.
Mi viene in mente quel film in cui Bill Murray era costretto a vivere continuamente la stessa giornata. A forza di ripeterla si era affezionato alle persone che ogni giorno, inevitabilmente, incontrava. Erano diventate familiari. Una piccolissima porzione della mia giornata io, novello Bill Murray, la vivo in modo seriale. Tutti i giorni in modo quasi identico. Il tragitto da casa al lavoro. Ventidue chilometri. Venticinque minuti.
Accompagno i bimbi a scuola. Prima il più grande che fa la prima elementare. Dopo tre mesi di scuola mi sono accorto che l'anziano volontario che fa attraversare i bimbi sulle strisce pedonali è il mio vecchio allenatore, di quando giocavo a calcio nella squadra "giovanissimi" del paesello. Ieri mi sono fermato un attimo e l'ho salutato: "ehi mister!". E' così che i giocatori chiamano il proprio allenatore. Mister. Mi ha sorriso. E ho pensato a quella volta che mi chiamò e con tono solenne mi disse: "tu sei veloce e devi giocare in attacco. Come difensore sei sprecato". Ed io la prima cosa che pensai è che un terzino deve fare il terzino mica può inventarsi goleador. E in effetti di gol poi ne facevo davvero pochini.
Alla scuola materna incontro mamme che non conoscono che mi sorridono e mamme che conosco da una vita che abbassano la testa per non salutarmi.
Poi via, con la macchina. Accendo la radio, la musica mi fa compagnia.
Ore 8,15. Passo per C. e trovo l'anziano che si fuma la sigaretta in balcone. E' un classico. Primavera, estate, autunno o inverno lui è lì. A seconda della stagione può stare in canotta o con la giacca a vento da benzinaio ma lui c'è. A fumarsi la sua sigaretta mattutina. Chissà cosa penserò il giorno che, passando, non lo vedrò più. Saranno state le sigarette o la polmonite? Azz.. non mi sto improvvisando iettatore..
Ore 8,20. Alla fermata del pullman le solite facce. Con il tempo sono due quelle che mi hanno colpito. Una ragazza e un ragazzo. Giovanissimi ma sicuramente non studenti, che  a quell'ora sono già in classe. Ho concluso che vanno entrambi al lavoro. Sono carini, entrambi. Ho notato che stanno sempre agli antipodi. Lei all'inizio della pensilina e lui alla fine. In mezzo altra gente, come a fare da barriera protettiva agli sguardi furtivi che lui le indirizza. Passare lì tutti i giorni e percepire una situazione dopo aver annotato tanti piccoli tasselli da cogliere nei pochi secondi che il passaggio in auto mi concede. Secondo me lui è innamorato di lei e non trovo il coraggio di farsi avanti. A volte mi immagino di fermarmi al lato della strada, chiamarlo un attimo e dirgli: "dai, buttati. Magari ti perdi qualcosa di bello". Ma magari il coraggio prima o poi lo trova da solo.
8,25. Mi avvicino alla città. Frazione V.M. C'è una donna che incrocio sempre. Non so dove va. Quando sono in anticipo la vedo uscire di casa e avviarsi a piedi. Quando sono in orario la vedo a metà del rettilineo. Quando sono in ritardo la vedo alla fine della via. Quando sono in nettissimo ritardo non la vedo per niente. Cammina con passo incerto. E' questa la cosa che mi ha colpito. Come se fosse malata. E' lievemente scoordinata nei movimenti. Non sorride mai. Ha lo sguardo sempre rivolto verso il basso, forse per non incrociare lo sguardo degli automobilisti, forse per stare concentrata sulla strada e sulle insidie che il terreno può presentare. Ha sicuramente più di 50 anni, le piace vestirsi in modo curato, i capelli sempre a a posto. Come se l'ordine esteriore dovesse compensare in qualche modo un caos interiore causato dalla paura per una malattia o dalla solitudine.
8,30. Inizia la salita verso il centro città. E' ancora tutta campagna. D'estate, ai lati della strada, ci sono i campi di girasole che amo. Ora c'è solo terreno mosso dall'aratro ma il cielo limpido ed il sole di questa mattina gettavano sulla campagna riflessi giallo-oro. Mi sono immaginato i girasoli mentre Blunt canta alla radio la sua ultima hit.
8,35. Entro in ufficio. Apro la finestra ed il gobbetto è sempre lì che mi dà le spalle.
Oggi mi godrò un sabato di solitudine lavorativa.


postato da: militante alle ore 08:50 | link | commenti (24)
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