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giovedì, 22 maggio 2008

SCHELETRI

Dai loro un ultimo sguardo.
Chiudi l'armadio, ci metti un bel lucchetto e lo sistemi nell'angolo più lontano, buio e inaccessibile della cantina. Ci accatasti davanti un sacco di robaccia per nasconderlo.
Esci dalla cantina pensando: "i miei scheletri sono al sicuro" e lo dici a voce alta, quasi a volerci credere davvero.
Ma poi succede che passa un mese, passano due mesi, sei, un anno, un anno e mezzo e l'armadio sta sempre lì, con il suo bel lucchetto chiuso.
E cominci a crederci davvero che i tuoi scheletri, il frutto dei tuoi misfatti, non vedranno più la luce e rimarranno per sempre chiusi nella loro improvvisata bara verticale.
E piano piano ti rilassi, perché sai che il tempo che passa è dalla tua parte. 
Quando pensi a loro, ogni tanto, magari sveglio nel cuore della notte, sembra quasi che non siano mai esistiti. Il passato sembra avvolto da un velo nebbioso, come se tutto fosse accaduto in un sogno. Come quando la mattina, appena alzato, il sogno appena fatto, fino a quel momento nitido, comincia a sfuggirti, si dilegua lasciando solo qualche lembo di memoria che non riesci (o non vuoi) afferrare. 
Ma poi accade.
Quando meno te lo aspetti, quando hai le difese abbassate, senti una voce che ti chiama, dalla cantina. Scendi le scale, più terrorizzato che titubante, e sai già che troverai l'armadio aperto, il lucchetto rotto, la ridicola barriera di cianfrusaglie violata e gli scheletri biancheggianti in bella evidenza, con i teschi che sembrano ghignare e sfotterti, come volessero dirti "ma davvero pensavi di farla franca? Davvero pensavi di ucciderci e mantenere il segreto in questo modo ridicolo?"
E davanti all'evidenza non sai far altro che negare, che quegli scheletri lì non ce li hai messi tu. Ma poi rifletti e pensi: "basta bugie" e ammetti che sì, li hai uccisi tu, ma era stato un incidente, con tutte le attenuanti del caso ma che piuttosto che pagare avevi scelto la via più comoda, quella di nascondere tutto, eliminare tutto, cancellare tutto. Ma il tempo che passa attenua le colpe?
Quel quindicenne che più di vent'anni fa uccise una donna e fu coperto dai genitori che cercarono di cancellare le tracce dell'omicidio per salvare il loro figlio. Quel ragazzino oggi ultratrentenne è stato smascherato, il suo delitto non rimarrà impunito.
Evidentemente è destino che prima o poi gli scheletri escano dagli armadi. Ed è quasi paradossale che quell'armadio non sia stato aperto quando non era in cantina ma in casa, senza lucchetto, con dentro i corpi putrescenti mangiati dai vermi che emanavano un fetore insopportabile.
Com'era possibile non sentirlo?


postato da: militante alle ore 22:49 | link | commenti (22)
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sabato, 17 maggio 2008

INCONTRI TORINESI

Partecipare alla Fiera del Libro di Torino è stata un'occasione per incontri piacevoli.

INCONTRI BLOGGHERISTICI

Solo tre amici blogger hanno accolto il mio invito e sono passati a salutarmi in fiera e precisamente movida69 zakynthos e il suo amico milodonte. Che dire? I tre sono stati molto carini a fermarsi anche alla presentazione pubblica dei nostri primi due libri presso lo spazio conferenze dello stand regionale. Movida dagli occhi magnetici è una ragazza molto simpatica e abbiamo fatto una piacevole chiacchierata. Ho potuto poi riabbracciare Zaky che invece è un'amica di vecchia data sin dai tempi del vecchio blog del militante della stagione 2004-2005 (questa è la terza volta che ci incontriamo). Zaky ha scattato al sottoscritto parecchie foto durante la presentazione dei libri, foto che, ovviamente, mi guardo bene dal pubblicare nel blog.. ;)
Milodonte invece è un blogger veneto che avevo salutato alla fiera del libro di Roma nel dicembre scorso. Costretto da Zaky ha presenziare per un'ora alla presentazione ha tenuto stoicamente la posizione senza dare segni di cedimento. Grazie Milodonte e ricorda che per amicizia qualche sacrificio si può fare! ;)  Mentre stavamo chiacchierando Milodonte è stato improvvisamente preso di mira da un giornalista di Ballarò con troupe al seguito che gli ha chiesto: "perché la maggioranza degli italiani ha dato fiducia a Berlusconi?". Milodonte se l'è cavata benissimo e il sottoscritto ha potuto tirare un sospiro di sollievo per averla scampata.
Un incontro mancato è stato invece quello con laVostraProf . E' venuta nello stand mentre io mi ero assentato e non mi ha trovato. Non ha trovato me ma è riuscita a scovare i nostri libri presso lo stand del nostro distributore, acquistare Perla, leggerlo, improvvisarsi nostra corretrice di bozze individuando un paio di refusi (arrggghhhh!!!!) ed infine farci i complimenti per il bel libro.

INCONTRO CON L'AUTORE

Il nostro autore francese è arrivato a Torino lunedì 12 per presentare Perla. In questa foto e in quest'altra due momenti dell'incontro pubblico. Ha apprezzato molto la veste grafica del libro (con la foto di sua madre in copertina) e ci ha invitati il prossimo anno alla fiera del libro di Parigi.

INCONTRO CON IL VJ

Marco Maccarini, il VJ di MTV entra nel nostro stand e si siede a seguire la presentazione di un libro di poesie. Dista appena un paio di metri da me. Lo chiamo e gli regalo un cd di un gruppo folk marchigiano che propone canti di lotta e di libertà. Il VJ apprezza e loda la gentilezza e ospitalità dei marchigiani.

INCONTRO CON IL PUBBLICO DELLA FIERA

I visitatori dello stand erano più interessati ai libri gratis che la Regione Marche regalava che a quelli che la nostra casa editrice vendeva.

INCONTRO CON IL NOSTRO TIPOGRAFO

Gli ho chiesto in ginocchio di stampare il libro di Gramsci entro la prossima settimana perché siamo in netto ritardo con i tempi (colpa mia).

INCONTRO CON IL NOSTRO DISTRIBUTORE

Mi ha detto che Teoria dell'insurrezione sta avendo buone vendite ma che se non esce una recensione di Perla su Repubblica rischiamo una valanga di resi. Sti cazzi.. su Repubblica, mica la Gazzetta di Zagarolo..

INCONTRO CON UNA CASA EDITRICE NATA DA POCO CHE AVEVA LO STAND NELLO SPAZIO INCUBATORE CHE AVREMMO DOVUTO PRENDERE PURE NOI MA POI ABBIAMO (MOLTO MA MOLTO SAGGIAMENTE) RINUNCIATO

Ho fatto parecchie domande ma il succo è questo: hanno speso 700 euro + iva per un ministand che sembrava un loculo del cimitero, sono stati cinque giorni in fiera per vendere gli stessi libri che abbiamo venduto noi, con la differenza che noi il tavolo lo abbiamo avuto gratis ed in fiera ci siamo stati solo tre giorni.

INCONTRO CON I VIP DELL'EDITORIA ITALIANA

Non c'è stato. Lunedì sera era prevista una megafestapartychicpervipdell'editoria che avrebbe dovuto avere il militante come protagonista. Tra tutti coloro che hanno lavorato in fiera c'era grande attesa per il party-evento. La hostess torinese dello stand regionale non vede l'ora di buttarsi nella mischia. Inizialmente intenzionato a partecipare ho poi rinunciato. Motivazione? Avrei finito con l'ubriacarmi e non sarei mai riuscito a tornare in hotel con l'auto (a torino mi perdo regolarmente nel traffico anche da sobrio, figuriamoci se avessi bevuto).

UN INCONTRO CHE HA DELL'INCREDIBILE

Faccio un giretto nello spazio "Incubatore" dove ci sono le piccole e nuove case editrici. Il livello mi sembra bassino ma poi vengo attirato da alcune belle copertine. Mi avvicino allo stand di questa casa editrice. Cominicio a sfogliare i libri. C'è un ragazzo di 35-38 anni che mi consiglia un libro di uno scrittore serbo vincitore di un premio nobel per la letteratura. Il libro mi attira ma costa 18 euro. Nessuno sconto? Gli chiedo. Dice che lui non lo sa perché non è della casa editrice ma sostituisce le sue amiche per un po'. Gli dico che sarei tornato perché nelle fiere lo sconto si deve fare (tranne se sei feltrinelli o einaudi.. la gente paga un biglietto di ingresso per andare a comprare i libri a prezzo pieno negli stand dei grandi editori quando potrebbero farlo in qualsiasi libreria).
Torno al mio stand. Ma un piccolo tarlo comincia piano piano a rodermi. Dopo un po' mi viene in mente che di quella casa editrice io avevo sentito parlare.. precisamente in questo post.
Post scritto da uno stimatissimo blogger con cui intrattenevo rapporti virtuali all'epoca del vecchio militante: abteilung.
Il giorno dopo torno allo stand e chiedo alla ragazza se conosce un certo F. di Torino. E lei mi fa: "sì, è un mio amico, ieri ci ha dato una mano qui nello stand.. perché lo conosci?"
Le spiego che ho conosciuto F. tramite il blog ma che non ho avuto mai avuto l'occasione di incontrarlo. Fino a ieri. Ci siamo incontrati ma da perfetti sconosciuti. Le chiedo di salutarmi il buon vecchio abteilung, alias ratinthewall, alias mutewinter e me ne torno allo stand.

postato da: militante alle ore 22:52 | link | commenti (21)
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venerdì, 09 maggio 2008

FIERA DEL LIBRO DI TORINO 8-12 MAGGIO 2008

Chiariamo una cosa.
A me lo stato di Israele non sta simpatico neanche un po'.
Anzi, direi che la politica di repressione dello stato di Israele nei confronti del popolo palestinese mi sta proprio sul cazzo.
Se fossi stato il direttore della Fiera del Libro di Torino li avrei invitati come ospiti d'onore?
La risposta è no.
Detto questo però, pur rispettando le idee di tanti compagni che lanciano la parola d'ordine "boicottiamo la fiera del libro", dico subito che non sono per niente d'accordo.
La fiera è un evento culturale e non è giusto né sensato boicottare la cultura.
Non ho ora il tempo per approfondire la questione ma sono disponibile a discuterne con chi ha dei dubbi o è sicuro delle proprie scelte di boicottare la manifestazione.
Questo intervento di Antonio Moresco può fornirvi alcuni spunti di riflessione, anche se non condivido in pieno l'impostazione del suo articolo.
Io, da parte mia, alla fiera ci sarò.


postato da: militante alle ore 10:53 | link | commenti (15)
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domenica, 04 maggio 2008

DELIRI FEBBRILI

Disteso sul letto in stato catatotico.
Febbre altissima, tosse devastante.
La mente persa in un limbo nebbioso di pensieri senza senso che si rincorrono l'un l'altro ma non arrivano da nessuna parte.
D'altra parte nessuno pretende coerenza di ragionamento nel pieno di un delirio febbrile.
Lo sguardo verso la finestra.
Bellissima giornata di sole. Intravedo le fronde alte di alberi sempreverdi mosse dalla brezza e un via vai di uccellini mi fa sorridere e apprezzare una volta di più la mia condizione genetica di provinciale campagnolo.
La radio a bassissimo volume non mi dà fastidio. Al delirio febbrile sta bene tutto, dall'eavy metal al trash pop. Impossibile pensare di cambiare stazione ogni volta. Quindi, tutto scorre.
Poi iniziano le prime note di questa canzone.

Non era lei a cantarla ma una voce maschile alla Frank Sinatra tuttavia il pensiero è andato subito a Audrey e a questo film della mia infanzia. A dire il vero la Hepburn non è mai rientrata nel mio tipo di donna ideale.. troppo sofisticata, troppo di classe, troppo eterea, troppo aristocratica.
Già all'epoca più o meno incosciamente consideravo una stronzata fare colazione davanti alle vetrine di una gioielleria.. chissà, forse il mio animo proletario covava già sotto la cenere.
Ma nel delirio febbrile non c'è spazio per queste considerazioni. Ho solo pensato: ma la Hepburn quando è morta? E scorrendo la mia agendina mentale di quasi cinefilo, lì, nel lettone, febbricitante, ho tirato fuori questo film di venti anni fa, l'ultimo in cui recitò:

E nell'affollarsi di pensieri l'angelo Audrey cede il passo a questo film, all'epoca molto amato dal ventenne militante perché parlava in modo molto convincente di amore eterno.
Non che oggi io non creda più all'amore eterno.. ma allora ci credevo in modo totalizzante, con una visione pura, mistica, incorruttibile, estrema. Invece l'esperienza insegna che l'amore, anche quello eterno, è fatto di innamoramento, passione, cadute, risalite, errori, condivisione, divisione, sentimento, gioie, dolori, in una alternanza di momenti costruttivi e distruttivi che a volte ti fanno pensare se non sia meglio essere colti da una letargia dei sensi e dei sentimenti che ci dia finalmente un po' di pace.  


postato da: militante alle ore 13:00 | link | commenti (20)
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