raccolta fotografica di frigoriferi di tutti i tipi. C'è anche il mio!
il mio blog è del segno del cancro, io sono dello scorpione. Quanto siamo compatibili? Clicca sull'icona e lo scoprirai
E' un periodo un po' così..
Un progetto che sta prendendo sempre più consistenza promette indistintamente di strapparci da questa routine soffocante casa-parco o in alternativa di farci naufragare definitivamente.
I tentativi di rompere l'isolamento sono più virtuali che reali.
Blog, mail, chat, telefono. Surrogati che tentano di mettere una pezza a quel nostro mix di incapacità e impossibilità di confrontarci con il mondo.
Ma anche qui c'è squilibrio.
Io so tutto di te, tu niente di me.
Uscire dal cerchio anche solo per poche ore significherebbe affossare l'altro.
E così siamo uniti e solidali in questa battaglia quotidiana, legati in modo indissolubile, non certo solo dalle mere circostanze oggettive o dal quel pezzo di carta che dice che siamo sposati.
Mezz'ora soli, di notte, sulla terrazza a fumare una sigaretta e chiacchierare è un tesoro di inestimabile valore.
Ecco, beh.. sì.. cioè.. è vero che nel post qui sotto avevo detto che avrei fatto di tutto per andare al concerto di Jerry ma.. ecco.. no, no.. i biglietti ancora sono disponibili.. però.. no, no.. bene o male i pargoli per qualche ora li avrei piazzati, con molta difficoltà - certo - ma ce l'avrei fatta.. tuttavia.. beh.. francamente.. 38 euro.. boh.. mi sembra tanto.. no, no.. non sono un tirchio io.. no.. è che.. 38 + 38 fanno 76 mi pare.. non so eh! mi pare tantino.. dite che oggigiorno i concerti costano tutti così? non so.. è una vita che non vado ad un concerto.. metti poi in più la benzina, l'autostrada e qualcosa dovremo pur mangiare no? ecco.. sì, vabbè, non capita tutti i giorni di poter ascoltare una leggenda della musica però.. diciamola tutta.. ma noi con 'sto Jerry cosa abbiamo a che fare? quando cantava la canzone delle palle di fuoco non eravamo nemmeno nati! Cazzo, se ci fosse stato un concerto dei Doors, magari con un Jim resuscitato dall'oltretomba ne avrei dati via pure 50 di eurini.. Ma anche qualsiasi gruppo rock degli anni '70 mi sarebbe stato bene. Che io poi 'sti anni settanta me li ricordo bene, ero piccolo ma me li ricordo, i jeans a zampa di elefante, Valentina mela verde, le confezioni di latte triangolari, i mangiadischi con i 45 giri tipo "Luglio" (col bene che ti voglio vedrai non finirà, là là là làààààà, però no, questo mi sa che cantava negli anni sessanta), Josè Altafini che entrava a fine partita e segnava sempre in zona Cesarini, i fricchettoni, le camicie attillate con il colletto a punta e tutte 'ste cose qui.. C'ho le radici io negli anni settanta.. invece l'unico contatto con gli anni '50 sono le foto di mia madre e mio padre da fidanzati e "Happy Days" (che però lo vedevo negli anni settanta).
Tutto questo per dire che, forse, discutiamone, tutta 'sta voglia di stare due ore in piedi a vedere 'sta mummia vivente non ce l'ho.. ecco sì, così, idealmente mi sarebbe piaciuto, ma, dico io, se proprio dobbiamo folleggiare e spendere cento euro in una serata allora andiamo a farci una cena di pesce, così stiamo seduti, mangiamo e parliamo un po'.. che a casa non si riesce mai a fare due parole, scambiare un'opinione, niente di niente che c'è sempre uno a rotazione che proprio in quel momento, in cui cerchi di esprimere un concetto sensato, magari figo, ti si attacca al pantalone o alla gonna e chiede, chiede, chiede, un attimino, per favore, devo dire una cosa a mamma, un attimoooooo!! eccheccazzo..
E poi, sinceramente dico sinceramente, ma siamo sicuri che non ci mandino una controfigura al concerto? ma quanti cazzo di anni ha 'sto Jerry? magari lui se ne sta seduto sulla sedia a rotelle in qualche ospizio dell'Illinois mentre sul palco c'è un sosia.. no? dite che non è possibile? ok.. però magari sul palco ce lo accompagnano in carrozzina.. pensate che suonerà in piedi come nel film che abbiamo visto tutti? E se ci prova e poi gli prende il colpo della strega poi ce lo rimborsano il biglietto? Naaaa.....
Vabbè Jerry.. facciamo un'altra volta eh! Magari in un'altra vita.

Faremo di tutto per esserci..
Certo, mi sa che sarà un tantino diverso rispetto a quando suonò questa canzone cinquant'anni fa..
A volte mi scordo che esisti e la mia vita scorre tranquilla..
Poi all'improvviso ti vedo, al supermercato, luogo di incontri fugaci, ma ti ignoro. Non hai nessun potere su di me, non mi tentare..
Tu sai attendere sorniona. Sai che prima o poi cederò alle tue lusinghe. Questione di tempo.
Ed è vero.
Alla fine succede.
E mi ritrovo a trasgredire ancora una volta.
Ad affondare la mia bocca su di te.
E mentre il tuo sapore, dolcissimo, mi invade, mi trovo ancora una volta a ripetere ipocritamente a me stesso: "solo l'ultima volta..".
Mai più, mai più, maledettissima NUTELLA FERRERO!!
post ispirato da movida69

Sfinito dalle continue e pressanti richieste dei pargoli che ogni volta che si va al supermercato a fare spesa chiedono "il regalino", l'altro giorno li ho bloccati sul divano di casa e ho detto alle tre piccole pesti con tono serio e mortificato: "bimbi, non possiamo comprare i regali un giorno sì e uno no.. siamo poveri. I soldi ci servono per comprare da mangiare altrimenti muoriamo di fame".
Messi davanti alla dura realtà i tre piccoli hanno reagito in modo diverso. Il più grande ha incassato e ha smesso di chiedere cose in continuazione (ma quanto durerà?) mentre l'ultimogenito di tre anni ogni tanto mi viene vicino e dandomi dei colpetti sulle ginocchia o sulla testa mi dice "povero papi..". Ma l'effetto più devastante della drammatica rivelazione sullo stato delle finanze familiari lo ha avuto la pargola di 4 anni e mezzo, catapultata improvvisamente dal suo mondo dorato e trendy fatto di principesse e winx alla triste condizione di piccola fiammiferaia. Adesso, non appena trova per casa uno spicciolo da due, cinque o dieci centesimi me lo porta subito di corsa e mi dice: "tieni papi, con questo compraci da mangiare eh! va bene?". Che teneraaa!!!
14 agosto 2007. Splendida giornata di sole. Gli italiani sono (quasi) tutti i ferie ed io sono cattivo, cattivissimo, dentro questo ufficio, solo soletto come un cane randagio.
Con chi me la posso prendere? Me la prendo con Veltroni, ho deciso. Vi posto un articolo della rivista online Carmilla su Veltroni candidato al PD. Tutto quello che avrei voluto dire io su Veltroni in questo post ma scritto e motivato come io non avrei mai saputo fare.
Tre agosto. Per festeggiare il compleanno del pargolo piccino abbiamo portato la figliolanza al parco-zoo, anche per mantenere una promessa che pendeva sul nostro capo, colpevolmente irrealizzata: andare a vedere gli animali protagonisti di "Madagascar", cartone che a loro piace molto. Li abbiamo trovati tutti, leone, ippopotamo, zebra, giraffa, c'erano anche i lemore ma mancavano i pinguini.. 
All'ennesima rimostranza del pargolo grande (tu dici bugie, non ci porti mai allo zoo) siamo partiti.
Anyway, oggi di quel giorno ricordo in particolare:
- il salasso economico per l'entrata;
- i pargoli che corrono da un vialetto all'altro come palline impazzite di un flipper, tentando di scavalcare le staccionate di protezione che li separa dalle gabbie (miravano in particolare alle gabbie con le bestie feroci tipo pantere e tigri siberiane ecc..);
- il caldo;
- io e L. sudati, che corriamo a destra e a manca per recuperarli (con imprecazioni e bestemmie on my mind);
- io e L. che guardiamo con invidia le famigliole con i bimbi-mummia al seguito (chi vorrebbe avere dei bimbi-mummia in teoria? Nessuno. A noi invece non dispiacerebbero);
- il parco-zoo che si estende sul versante di una collina (prima discesa, poi, inevitabilmente, quando sei ormai distrutto, tutta salita con zavorra al seguito);
- S. che pianta una grana e si ferma in mezzo al vialetto, ad un minuto dalla chiusura del parco, dicendo: "sono stanca", con conseguente recupero della suddetta in spalla;
- D. che, dopo che si era faticosamente raggiunta la vetta (e guadagnato quasi l'uscita) riparte sparato di corsa in discesa fino ad arrivare in fondo al parco-zoo, zona orso bruno;
- il recupero di D. e la salita con il pargolo in spalla, mentre gli altoparlanti dello zoo avvisano minacciosamente: "il parco sta per chiudere";
- la battaglia, senza esclusione di colpi, avvenuta tra i tre pargoli nel sedile posteriore dell'auto durante il tragitto di ritorno, con urla e pianti annessi.
Tra vent'anni, sono sicuro, ricorderemo soltanto l'urlo di gioia di F. quando gli abbiamo detto: "si parte per lo zoo", le espressioni sorridenti e di meravigliato stupore impresse sui visi dei pargoli alla vista degli animali più amati, la nostalgia per un tempo che non c'è più.
E' così che funziona.
p.s. grande successo riscosso dall'iguana, molto apprezzata dai pargoli.
Rientrare al lavoro non è poi così terribile quando la mattinata è splendida e fresca e della buona musica mi accompagna nel viaggio in auto, mentre attraverso la campagna marchigiana. Certo, quest'anno non ci sono più i meravigliosi campi di girasole dell'estate scorsa ma non fa niente: in questo periodo sarebbero già tutti secchi. Arrivo in ufficio e spalanco la finestra che dà sulla piazza. La statua del gobbetto mi offre le spalle, come sempre, ma ormai ci ho fatto il callo. Mica mi offendo.
Una ventata di aria fresca mi scuote. Quello che mi serve, davvero, per non addormentarmi davanti al pc. Due fastidiose occhiaie rivelano che stanotte ho dormito poco ma in ufficio non c'è nessuno a farmelo notare. Mi succede, qualche volta, di avere difficoltà ad addormentarmi intendo. Sarà stato il caffè serale, sta di fatto che mi sono addormentato all'incirca alle due e mi sono alzato alle sette meno un quarto. Cinque ore scarse di sonno. Sono poche per uno come me, che se non dorme almeno otto ore la mattina sembra uno zombie che vaga barcollante senza metà per la cucina.
Disteso sul letto, con l'amara consapevolezza che cadere tra le braccia di Morfeo sarà un'impresa titanica, non mi resta altro da fare che abbandonarmi al flusso di pensieri che mi invade, flusso di coscienza che collega un pensiero all'altro in un inarrestabile circolo vizioso, spezzato solo ogni tanto, da una fugace occhiata alla radiosveglia per aggiornarmi sui tempi dell'insonnia.
Ho pensato a qualche giorno fa. Al centro commerciale, mentre facevo la spesa intravedo una vecchia compagna di classe delle superiori. In altri tempi avrebbe vinto la mia timidezza e avrei fatto finta di niente ma questa volta mi impongo di salutare. Cerco i suoi occhi e li trovo. Sorrido ma lei distoglie lo sguardo e prosegue nella sua ricerca, tra gli scaffali, di non so quale crema o prodotto di bellezza.
"Stefania!"
Quasi urlo il suo nome, tanto che lei ha una specie di sobbalzo. Si gira verso di me e mi guarda con aria interrogativa, disperatamente alla ricerca nel suo archivio mentale di un indizio per poter dare un nome allo sconosciuto che le si para davanti. Alla fine si arrende. "Ma chi sei?"
"Beh" dico io. Sono O. siamo andati a scuola insieme nei primi due anni delle superiori".
"Ahhhhh!!!! sìììì mi ricordo ora.. ma ma... come sei cambiato!! Non ti avrei mai riconosciutooo!!!"
"Forse perchè sono passati più di venti anni dall'ultima volta che ci siamo visti eh!"
Ma vedi, il problema forse non è che questo. Non sono i miei capelli bianchi. Non è il mio contorno viso ormai sfumato o quelle dannate zampe di gallina che si sono insediate agli angoli degli occhi. Tu mia cara hai il viso solcato da rughe profonde, non li porti affatto bene i tuoi 41 anni.. eppure io ti ho riconosciuta subito. Ho riconosciuto il tuo viso anche se non è più quello della sedicenne che ricordavo. Ho riconosciuto il tuo modo di muoverti, un po' goffo, con le spalle un po' curve, quello sì ancora identico ad allora. Ho dei ricordi su di te. Mi ricordo l'estate precedente l'inizio delle scuole superiori. Ancora non ti conoscevo e non sapevo che di lì a poco saremmo andati a scuola insieme. Mi ricordo di te che nella piazzetta del capoluogo aspettavi il pullman per tornare al tuo paese mentre io attendevo il mio pullman per tornare a casa. Ti accompagnava un ragazzo e stavate lì, sulla panchina, a baciarvi appassionatamente, come solo due quindicenni che hanno tutta la vita davanti possono fare. Ed io pensavo, nella mia totale solitudine di adolescente, pensavo che, cazzo, avrei voluto io essere al posto di quel ragazzo, vivere un amore fanciullesco così dolce e tenero fatto di baci e carezze. Non è che tu mi piacessi in realtà, ma stare su quella panchina avrebbe significato esistere ed essere amato.
Ma ero davvero così timido, banale ed insignificante da non meritare neppure un ricordo sfumato? Forse sì. Stare sempre in disparte ad osservare gli altri mi ha condannato a questa strana punizione: io mi ricordo di tutti mentre pochi si ricordano di me. E' la seconda volta che succede. Lo scorso anno, ad una cena paesana della classe '66, una non si ricordava neppure di essere venuta a scuola con me nel biennio delle superiori. Cazzo, cazzo, cazzo.. questa cosa mi aveva fatto veramente incazzare.
Poi mi dici che sei sposata ma che non hai avuto bambini nonostante gli anni passati a fare cure ormonali e tentare di tutto per rimanere incinta. Senza successo. E vedi i miei pargoli sul carrello e sei così tenera con loro.
Ci salutiamo.
La sera dopo vengo al tuo paese alle feste medioevali. Casualmente ci rincontriamo. Questa volta sei tu a chiamarmi: "ehi! micu..!" Mi chiami per cognome e sorrido, pensando a quando tra compagni di scuola ci si chiamava così per una sorta di pudore, nonostante si passassero anni insieme nella stessa classe.
Mi presenti tuo marito e mi dici sorridendo: "venti anni senza vederci e poi ci si incontra in due giorni consecutivi.." Mi consigli lo spettacolo di burattini per i pargoli che sta per iniziare nel vicoletto vicino. Ci salutiamo (ci si rivede tra altri vent'anni eh!) e ti vedo scomparire tra la folla.
io poi, per fortuna, finalmente cado in un sonno profondo.