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lunedì, 30 luglio 2007

SECONDO TUFFO...


postato da: militante alle ore 20:12 | link | commenti (29)
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giovedì, 26 luglio 2007

IL MILITANTE E LE CELEBRITA'

A volte uscire con un lieve ritardo dall'ufficio può riservare delle sorprese, tipo incrociare viso a viso nel corridoio questo tipo

che, a dire il vero, ho riconosciuto solo perchè sapevo che in serata avrebbero suonato in piazza, proprio sotto la finestra del mio ufficio, loro

Questo evento mi obbliga ad aggiornare la speciale classifica "Militante & celebrità" che vede al primo posto questa distinta signora

alla quale una volta feci da autista, come raccontai in questo vecchio post. In seconda posizione invece tiene duro quest'altro eccellente artista,

che un giorno entrò nel mio ufficio appositamente per salutarmi e firmarmi un autografo su una locandina.
A questo punto direi che il gruppo pop del momento può agevolmente piazzarsi al terzo posto in classifica.
A presto per i futuri aggiornamenti..


postato da: militante alle ore 12:25 | link | commenti (21)
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domenica, 22 luglio 2007

RITORNO A GLASGOW

Dopo l’ennesimo gelato consegnato sorridendo all’ennesimo turista italiano (cazzo, mi ritrovo i turisti italiani anche nei paesi baschi santo dio!) Andrea cominciò ad avere nostalgia di Glasgow per gli stessi motivi che lo avevano convinto ad abbandonarla precipitosamente appena due mesi prima: freddo, freddo glaciale e nuvole fisse che sembravano incollate al cielo. Nelle rarissime giornate in cui si apriva uno squarcio tra la coltre di nubi ed il sole si affacciava timidamente, si vedevano questi scozzesi fiondarsi in giardino ad accendere il barbecue per godersi l’evento, quasi più raro del passaggio della cometa di Halley. Parliamoci chiaro, del sole, della Spagna e di quei cazzoni di turisti non ne poteva più. Anche il suo vecchio amico del cuore sin dai tempi dell’adolescenza paesana, che lo aveva ospitato in quel primo scorcio di estate spagnola, cominciava a dargli noia. Il suo programma fisso prevedeva:

a)      lavorare di giorno;

b)      ubriacarsi di notte;

c)       cercare di rimorchiare qualche cozza di turista (era davvero brutto e non poteva ambire a qualcosa di più).

Andrea invece era bello, non molto alto ma dal fisico atletico. L’abbronzatura si intonava perfettamente con i suoi capelli biondo cenere, lunghi e riccissimi, che lo facevano assomigliare ad un giamaicano rasta. Poteva avere tutte le ragazze che voleva (e il suo amico lo invidiava per questo) ma a venticinque anni cominciava a pensare che per prendere le distanze da quella massa di ubriachi pronti ad accoppiarsi con il primo buco disponibile, per essere veramente alternativo e rivoluzionario forse non c’era altro da fare che indirizzarsi verso una tranquilla esistenza borghese, con la casetta, la compagna fissa, il cane e il barbecue nelle giornate di sole. Magari dopo i trenta eh! Pensò..

Decise di tornare a Glasgow, forse perché in quei giorni  si sentiva veramente solo e gli mancava il suo fratellino quasi coetaneo rimasto in Scozia. Ci mise appena mezz’ora per organizzare il viaggio. Le sue scarse finanze non gli consentirono un bel volo diretto per Glasgow e dovette arrangiarsi con la seguente tabella di marcia: pullman fino a Lione, poi treno Lione-Parigi-Londra e aereo nel tratto Londra-Glasgow sfruttando una promozione internettiana.

Partì l’indomani dopo una festa di addio durata l’intera notte organizzata dagli amici spagnoli. Al confine tra la Spagna e la Francia la stanchezza si fece sentire e Andrea crollò in un sonno profondo. Il bus passò Lione e Andrea non si svegliò. Cosa che avvenne solo al capolinea grazie al brusco scossone che gli diede l’autista del bus. “Dove cazzo mi trovo? Lei parla italiano? Spagnolo? Inglese? Vaffanculo francese di merda”. Scese dal bus non prima di aver pagato con gli ultimi euro disponibili il tragitto da Lione fino a quell’ignota e anonima cittadina francese , che scoprì poi essere tale Mulhouse. Incazzato e depresso si accasciò sugli scalini di una chiesa medievale a riflettere sulla sua coglionaggine. Per farla breve - d’altra parte questo è pur sempre un post e si sa che nei post è vietato essere prolissi -  incontrò una ragazza francese che gli prestò i soldi per Parigi in tempo per prendere il suo treno per Londra. La ragazza era carina e gentile. Andrea pensò che se ne avesse avuto il tempo non gli sarebbe dispiaciuto corteggiarla. Mai dire mai. Lei gli lasciò il suo numero di cellulare e l’e-mail. Arrivò a Parigi e poi a Londra. Da Londra a Glasgow il viaggio in aereo fu brevissimo. Mentre scendeva dalla scaletta dell’aereo in pantaloncini corti e infradito, il freddo che tanto aveva desiderato lo investì. Cominciò a tremare ma ormai il più era fatto. Era a casa finalmente. Alla dogana venne fermato. A Glasgow i controlli si erano intensificati dopo l’attentato e quel ragazzo con i capelli lunghi e ricci, abbronzato, ai doganieri sembrò più un potenziale terrorista musulmano che un innocuo giamaicano rasta. Due ore per cercare di convincere gli ottusi agenti delle forze dell’ordine che:

-          era italiano;

-          da tre anni viveva a Glasgow e lavorava regolarmente per una nota multinazionale;

-          che se non credevano alla sua carta di identità potevano chiamare il fratello per confermare la versione;

Gli agenti si convinsero solo dopo la prova linguistica. Fu chiamato un collega che affermava di conoscere l’italiano, ma in realtà spiccicava appena qualche parola, il quale confermò: il soggetto fermato non era un terrorista musulmano ma un italiano abbronzato. Fu rilasciato con qualche scusa frettolosa. Andrea prese un taxi e andò a casa del fratello.

“Tu qui?” disse sorpreso il sangue del suo sangue.

“Eh” replicò Andrea.

“Sono contento che tu sia tornato.. il viaggio è andato bene?”
“Magnificamente”.

p.s. eventi realmente accaduti al mio nipote ventenne. ovviamente raccontato con licenze letterarie eh!


postato da: militante alle ore 20:51 | link | commenti (21)
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venerdì, 20 luglio 2007


postato da: militante alle ore 22:11 | link | commenti (2)
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sabato, 14 luglio 2007

CHIUSO PER TUFFO IN MARE


postato da: militante alle ore 12:23 | link | commenti (10)
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mercoledì, 11 luglio 2007

FEBBRAIO 2007

Grande soddisfazione per la laurea conseguita nel febbraio scorso. Soprattutto perchè ormai non speravo più di centrare l'obiettivo per manifesta mancanza di voglia e motivazione nello scrivere la tesi (rimasta in cantiere per quasi due anni). Poi il colpo d'ala decisivo  mi ha consentito di chiudere questo capitolo. Soddisfazione per la laurea, dicevo, ma soddisfazione ancor più grande per il saluto di un membro della commissione, che invece di stringermi la mano ha preferito un saluto alternativo..

 


postato da: militante alle ore 12:47 | link | commenti (23)
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sabato, 07 luglio 2007

VELTRONI E IL MILITANTE

A proposito del post "serissimo e documentato da militante severo" scomparso ieri in fase di scrittura. Ho cambiato idea. Non lo scrivo più. E dovete ringraziarmi per questo perchè mi ero lanciato in un incredibile pippone su Veltroni e sulla sua candidatura alla guida del Partito Democratico. Ma stamattina ho pensato: "ma sinceramente, me ne frega qualcosa di Veltroni e del PD? Me ne frega davvero qualcosa di chi si metterà al timone di questa nave sgangherata?" No. Ovviamente. Non me ne frega un cazzo. Per quello che mi riguarda il PD può dirigerlo pure Mastella, tanto la mia opinione su questa fusione tra ex democristiani ed ex comunisti non cambia di una virgola. E' un partito che rinuncia in partenza a qualsiasi riferimento alla socialdemocrazia ancorchè nominale (nella sostanza i DS vi hanno rinunciato da tempo) per assumere la veste moderna di partito liberal (ma io direi meglio liberale e liberista). Non è un problema mio. Forse è un problema della base DS che si trova nel giro di venti anni a passare dalla falce&martello, alla quercia con la falce e martello piccola piccola, alla quercia e basta, fino a non so che cosa.. boh..
Già cantano i galli del centrodestra e aspettano il PD al varco: sarete "ostaggi" della sinistra "radicale" (ih! ih! il termine radicale associato a PRC, Comunisti italiani e Verdi mi diverte) oppure riuscirete a liberarvi da questa zavorra e fare davvero il vostro mestiere di partito di centro? Staremo a vedere. Resta il fatto che Veltroni mi sta sulle palle. Sarà perchè buonismo in politica non lo tollero. Lo spazio politico è fatto più per il conflitto e lo scontro che per la mediazione, i baci e gli abbracci. Poi, sinceramente, da quando Rael disse in un commento a questo post che assomiglio a Veltroni, non l'ho più potuto vedere tanto. Politicamente scorretto eh!  


postato da: militante alle ore 09:51 | link | commenti (16)
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venerdì, 06 luglio 2007

AZZ!!!

Secondo voi cosa bisogna fare quando, mentre si sta scrivendo un post serissimo, documentato, di quelli da militante severo, arriva un messaggio privato splinder che, magicamente ma inopinatamente (e aggiungerei disgraziatamente) nonchè improvvisamente e inaspettatamente, fa scomparire la pagina su cui si stava redigendo il suddetto - sudato - post?
Niente. Si mantiene un certo aplomb senza incazzarsi e bestemmiare.
Ci vuole stile.
E si rimanda il post a domani perchè nel frattempo la mia "capa" mi ha riempito di lavoretti da fare.


postato da: militante alle ore 10:24 | link | commenti (10)
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giovedì, 05 luglio 2007

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO

Mica lo so bene perchè ho riaperto il blog del militante. O forse sì. Quando sei triste e depresso è normale pensare ai tempi in cui stavi bene, eri felice, soddisfatto, con una eccellente autostima che rendeva assolutamente superflua, inutile, qualsiasi ricerca di consenso esterno (quanto sei bello-buono-bravo). Non ce n'era bisogno. Quindi, ripensando alla stagione blogghistica 2004-2005 mi sono ricordato che per me è stato un bel periodo, stavo bene fisicamente e mentalmente, ero contento di me e della mia vita e soprattutto con il blog mi divertivo e cazzeggiavo.
Oh cazzo. Non mi riesce più. Di cazzeggiare intendo. Magari per tirarmi su di morale mi leggo post come questo e mi faccio due (anche tre-quattro-cinque) risate (ah! ah! Se ripenso a quel post mi viene ancora da ridere). Magari la blog-terapia darà presto i suoi effetti e "la ricerca del tempo perduto", o meglio, "la ricerca del divertimento perduto", o forse meglio ancora "la ricerca della serenità perduta" mi porterà qualche frutto. Il fatto è che nella vita il libero arbitrio dovrebbe essere usato con parsimonia. In certi casi andrebbe abolito. Ci sono cose che si possono fare e altre no. Cioè, tutto si può fare nella vita, ma le cose che non si dovrebbero fare sarebbe meglio non farle, perchè la soddisfazione momentanea che ci procura il farle verrà ampiamente surclassata dagli effetti negativi dell'atto compiuto d'impulso. Questo discorso vale essenzialmente se di base non sei un pezzo di merda. In tal caso - se sei davvero un pezzo di merda - il ragionamento non vale e si può tranquillamente continuare a comportarsi da stronzi senza alcun rischio. Se ad esempio hai una discussione con tuo fratello nella quale hai palesemente torto (e tu lo sai bene in cuor tuo, ma continui a tenere orgogliosamente la posizione) e lasci che la discussione degeneri in quasi rissa (sempre per colpa tua) e approfitti della quasi-rissa per tirare fuori vecchi rancori assolutamente fuori luogo, ecco, magari alla fine puoi avere la sensazione di essere soddisfatto, di aver detto finalmente la tua verità e rinforzato la tua posizione, di autoesaltarti pensando "gli ho dato finalmente il fatto suo" ecc. ecc. Ma è una vittoria di Pirro. In breve tempo ti sentirai una merda, dovrai chiedere scusa ed essere grato che quella persona ti vuole bene e ha deciso di continuare a rivolgerti la parola. Questo schema (azione-soddisfazione-ripensamento-tristezza-stato di merda-scuse) è applicabile ad una serie incredibilmente vasta di situazioni della nostra vita quotidiana ma dà sempre lo stesso risultato nefasto. La parola d'ordine è: pensarci bene prima di agire d'istinto. Che, a ben vedere, ribalta in modo clamoroso la parola d'ordine del sottoscritto che invece dettava: "agire sempre e comunque d'istinto. Per le conseguenze ci si aggiorna a tempi futuri".  Questo cambio di marcia me lo appunto su un post-it che mi attaccherò alla fronte, sperando di guardarmi spesso allo specchio (cosa che farò, statene certi, perchè sono vanitoso). lo Nel frattempo continuerò a scrivere, per il momento cose tristi come queste, o tristi come il post di Giuseppe o quello in cui rammento a tutti la stronzaggine del mio ex segretario di partito (l'ex è riferito a lui ma anche a me che ho stracciato la tessera da rifondarolo all'incirca un annetto fa).
Anyway! Bando alle tristezze. Vi saluto, non prima di segnalarvi che il titolo del post mi è venuto in mente dopo che mia moglie mi ha detto che conosce un blogger che si è letto tutta la recherche di Proust, ma tutta tutta. Somma invidia da parte del sottoscritto che ha invece vigliaccamente abbandonato il primo romanzo dopo appena trenta pagine. Anni e anni fa, quando la mia consorte studiava letteratura francese, ricordo di aver letto svariati classici passando da Hugo a Balzac a Stendhal. Lei mi diceva, leggiti questo! Ed io eseguivo con piacere. Ma Proust  proprio non ce l'ho fatta..


postato da: militante alle ore 10:13 | link | commenti (17)
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lunedì, 02 luglio 2007

GIUSEPPE

Ci sono storie che ci insegnano che c'è stata un'Italia diversa dall'italietta squallida dei Corona e di vallettopoli, dei furbi, degli speculatori spregiudicati che si arricchiscono alle spalle della gente comune, dei politicanti che difendono a denti stretti i propri privilegi ma chiedono a noi sfigati i cosiddetti "sacrifici" per salvare la baracca, della polizia aguzzina che bastona e tortura. Queste storie, dicevo, vanno ascoltate con attenzione, introiettate, fatte proprie, raccontate a nostra volta agli altri. Sono storie che ci fanno sentire piccoli di fronte ai giganti che le raccontano, sono storie che inevitabilmente ridimensionano i nostri problemi di vita quotidiana a volte ridicoli, le nostre debolezze, le nostre paure nascoste.

Questa è una di queste storie. 

Venerdì mattina. In ufficio ultimi frenetici preparativi per le celebrazioni del gobbetto, che si sarebbero tenute nel tardo pomeriggio. Nel corridoio incrocio Giuseppe, ultraottantenne ancora lucidissimo di testa, noto nella cittadina per i suoi libelli al vetriolo e le sue poesie ironiche contro l'amministrazione comunale di centrodestra. Per tutti è "Giusè Veleno". Spesso mi fermo a scambiarci quattro chiacchiere ma venerdì mattina andavo di fretta e incrociandolo mi stavo limitando ad un saluto al volo. Appena mi vede mi blocca per un braccio. Stavo per dire "scusa Giusè, ho da fare, parliamo un'altra volta con calma" ma poi guardando in volto questa maschera di rughe ho visto che i suoi occhi azzurri chiedevano attenzione. E così mi sono detto: "cazzo, no, questo signore ha fatto la Resistenza, qualsiasi cosa abbia da dirmi lo ascolterò". 

Fra due giorni è l'anniversario della Liberazione della nostra città, lo sai sì? 63 anni fa.. Eravamo in tre. I tedeschi stavano per abbandonare la città e avevano messo mine dappertutto. Gli americani avrebbero trovato una bella sorpresa. Giovanni aveva esperienza con le mine, sapeva come disinnescarle e insegnò a me e a Carlo come fare. Non c'era tempo per fare pratica. Ci dividemmo le strade di entrata in città per la bonifica. Avevo paura. Pensavo: "meglio morire in uno scontro con i tedeschi piuttosto che saltare in aria". Ero riuscito a disinnescarne parecchie ma quando avevo quasi finito fui costretto a scappare e nascondermi per l'arrivo di una pattuglia di tedeschi. Nel pomeriggio fui raggiunto da Carlo nel luogo dove ci eravamo dati appuntamento. "Vai a casa" mi disse, senza aggiungere altro. Entrai in casa. Mia madre piangeva. Il mio fratellino di dodici anni era disteso sul letto, senza un braccio, agonizzante. "E' saltato sopra una mina due ore fa" disse mio padre con le lacrime agli occhi. "Dove?" chiedo io. "A porta Santo Stefano" mi risponde. Porta Santo Stefano era dove ero stato io quella mattina. Il mio fratellino era saltato su una delle mine che io avrei dovuto finire di disinnescare. Antonio, si chiamava Antonio e morì poche ore dopo. Da allora non c'è stato giorno della mia vita che non abbia pensato a lui, a come sarebbe stata la sua vita. E spesso non dormo di notte e il ricordo del suo corpo maciullato risveglia i miei sensi di colpa. Tutto questo è accaduto il 29 giugno di 63 anni fa.

E io non so cosa dire, colto all'improvviso ed emozionato da quel racconto venuto fuori così, in mezzo al corridoio, con la stretta della sua mano sul mio braccio, con i colleghi che passavano indaffarati, una comitiva di turisti che ci ha sommersi mentre si stava recando verso il museo al piano di sopra. In una situazione quasi irreale, non ho saputo far altro che appoggiare la mia mano sulla sua spalla, un gesto consolatorio per un vecchio partigiano con gli occhi lucidi.


postato da: militante alle ore 10:47 | link | commenti (21)
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