raccolta fotografica di frigoriferi di tutti i tipi. C'è anche il mio!
il mio blog è del segno del cancro, io sono dello scorpione. Quanto siamo compatibili? Clicca sull'icona e lo scoprirai
Chiariamo una cosa.
A me lo stato di Israele non sta simpatico neanche un po'.
Anzi, direi che la politica di repressione dello stato di Israele nei confronti del popolo palestinese mi sta proprio sul cazzo.
Se fossi stato il direttore della Fiera del Libro di Torino li avrei invitati come ospiti d'onore?
La risposta è no.
Detto questo però, pur rispettando le idee di tanti compagni che lanciano la parola d'ordine "boicottiamo la fiera del libro", dico subito che non sono per niente d'accordo.
La fiera è un evento culturale e non è giusto né sensato boicottare la cultura.
Non ho ora il tempo per approfondire la questione ma sono disponibile a discuterne con chi ha dei dubbi o è sicuro delle proprie scelte di boicottare la manifestazione.
Questo intervento di Antonio Moresco può fornirvi alcuni spunti di riflessione, anche se non condivido in pieno l'impostazione del suo articolo.
Io, da parte mia, alla fiera ci sarò.
Disteso sul letto in stato catatotico.
Febbre altissima, tosse devastante.
La mente persa in un limbo nebbioso di pensieri senza senso che si rincorrono l'un l'altro ma non arrivano da nessuna parte.
D'altra parte nessuno pretende coerenza di ragionamento nel pieno di un delirio febbrile.
Lo sguardo verso la finestra.
Bellissima giornata di sole. Intravedo le fronde alte di alberi sempreverdi mosse dalla brezza e un via vai di uccellini mi fa sorridere e apprezzare una volta di più la mia condizione genetica di provinciale campagnolo.
La radio a bassissimo volume non mi dà fastidio. Al delirio febbrile sta bene tutto, dall'eavy metal al trash pop. Impossibile pensare di cambiare stazione ogni volta. Quindi, tutto scorre.
Poi iniziano le prime note di questa canzone.
Non era lei a cantarla ma una voce maschile alla Frank Sinatra tuttavia il pensiero è andato subito a Audrey e a questo film della mia infanzia. A dire il vero la Hepburn non è mai rientrata nel mio tipo di donna ideale.. troppo sofisticata, troppo di classe, troppo eterea, troppo aristocratica.
Già all'epoca più o meno incosciamente consideravo una stronzata fare colazione davanti alle vetrine di una gioielleria.. chissà, forse il mio animo proletario covava già sotto la cenere.
Ma nel delirio febbrile non c'è spazio per queste considerazioni. Ho solo pensato: ma la Hepburn quando è morta? E scorrendo la mia agendina mentale di quasi cinefilo, lì, nel lettone, febbricitante, ho tirato fuori questo film di venti anni fa, l'ultimo in cui recitò:
E nell'affollarsi di pensieri l'angelo Audrey cede il passo a questo film, all'epoca molto amato dal ventenne militante perché parlava in modo molto convincente di amore eterno.
Non che oggi io non creda più all'amore eterno.. ma allora ci credevo in modo totalizzante, con una visione pura, mistica, incorruttibile, estrema. Invece l'esperienza insegna che l'amore, anche quello eterno, è fatto di innamoramento, passione, cadute, risalite, errori, condivisione, divisione, sentimento, gioie, dolori, in una alternanza di momenti costruttivi e distruttivi che a volte ti fanno pensare se non sia meglio essere colti da una letargia dei sensi e dei sentimenti che ci dia finalmente un po' di pace.
Non ho tempo nemmeno per andare al cesso.
Impegnato su svariati fronti.
Riprenderò con il blog al più presto non appena possibile.
pargola "cinquenne": papà, papà! ti piace la mia nuova collana?

militante: ehm... sì.. carina.. ma... non so, mi ricorda qualcosa..
poi mi viene in mente lui

DEVO COMINCIARE A PREOCCUPARMIIII???????
Veltroni (intervista del 2002)
“Una cosa ho chiara nella mente: che alla fine del mio mandato non voglio nessun altro incarico. Fare il sindaco lo considero il mio ultimo lavoro in politica. Potrei arrivare al 2011, anno in cui avrò 56 anni. Spero a quel punto di poter andare a fare un’esperienza lunga in Africa dove ho lasciato un pezzo di me”.
Berlusconi (contratto degli italiani 2001)
“Dimezzeremo l’attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuovi posti di lavoro.”
Militante (post del 31 gennaio 2008)
(...) detto questo vi saluto, il militante si ferma, questa volta per sempre (...).
E' strano come la musica possa tirarti su il morale anche nei momenti più neri.
Ieri ero giù. Arrivato ai quaranta mi sono accorto che ti puoi ritrovare all'improvviso l'umore sotto i tacchi senza un motivo apparente.
O forse il motivo c'è.
Anyway.. Stavo in auto con il pargolo "settenne" diretto verso la palestra per il suo allenamento di pallacanestro.
La radio comincia a trasmettere questa canzone.
Ora, diciamo pure tranquillamente che io non sono un fan di questo cantante.
Però, il piede ha cominciato a battere il tempo.
Però, la mano, a mo' di batteria sul volante, ha coadiuvato il piede. Ritmo.
E improvvisamente.. una vocina ha cominciato timidamente ha cantare sulle note della canzone.
Prima piano piano, poi sempre più forte, anche se forte non è il termine giusto, perché il sottoscritto ha rispolverato un falsetto davvero notevole che non utilizzava dai tempi in cui - a dieci anni - cantava i Bee Gees davanti allo specchio imitando il mitico e trasshissimo Tony Manero.
La canzone, sempre più coinvolgente, distruggeva in breve ogni freno inibitorio del serioso papà lasciando il campo ad una scatenata performance che lasciava allibito e divertito il povero pargolo.
Come Kevin Kine - nel film "In & Out" - non riesce a trattenersi e comincia a ballare in modo sfrenato sulle note dei Village People, così il militante canta a squarciagola "Love today" di Mika. Ma non sto facendo outing eh! Sia chiaro.
Tornati a casa il pargolo si è rivolto alla mamma dicendo: "mamma mamma, papà ha cantato una canzone con una vocina piccola piccola! E ha ballato pure!". Sguardo perplesso della signora.
militante: "ehm... cosa mangiamo per cena?"

Mentre guido verso l'ufficio penso:
"sto ingrassando come un maiale e la pasqua imminente - con il suo carico di colombe e uova di cioccolato - mi darà il colpo di grazia".
Sorrido compiaciuto nel realizzare che della cosa non mi frega un cazzo. Sto bene con me stesso e questo è quanto.
Medito un taglio drastico di barba e capelli che mi faccia avvicinare più all'immagine di vero quarantenne piuttosto che a quella, piuttosto squallida, di finto giovane.
Qualcuno può spiegarmi perchè il vecchio blog del militante si è riempito di pubblicità di google?
Ho appena scoperto che la legge considera questa attività, da poco avviata dal militante&consorte (che spero non ci porti in breve tempo alla rovina economica), come impresa industriale. Industriale.. non importa se l'impresa è composta da due persone, la sede sociale è il salotto di casa e i macchinari "industriali" sono un mac, una stampante e un pc portatile (fino all'altro ieri senza tasti).
Quindi da buon manager dovrei tagliarmi i capelli, rasarmi, indossare un bel gessato e votare PD? Naaaa.... tranquilli ragazzi.. non abbandonerò mai la mia divisa da militante..
Detto questo vi saluto. Il militante si ferma, questa volta per sempre. Sono chiuso come un riccio e non riesco a tirare fuori più niente, niente che non siano stronzate. Anche le stronzate hanno una loro dignità ma il fatto è che non mi va più di scrivere nemmeno quelle. Forse è stato uno sbaglio riesumare una salma che riposava in pace dall'agosto 2005..
Questo blog invece andrà avanti per raccontare la nostra esperienza editoriale. Utilizzerò il nick del povero sfregiato per restare con i piedi ben piantati nella blogosfera e avere la scusa per venire a leggervi.
Ultima avvertenza.. Se in futuro verrete a salutarmi nel blog della casa editrice mi raccomando. Il militante non esiste. Questa è una esperienza che ho condiviso solo con mia moglie e nessuno, parenti, amici, conoscenti, ha mai saputo del blog del militante. L'altro blog è invece frequentato anche da loro e vorrei evitare il loro approdo in questo spazio, che è stato ed è solo mio.
Hasta siempre!
Stamattina i due ragazzi alla fermata del pullman, di cui avevo parlato in questo post, erano abbracciati e si stavano baciando.
A parte il sorriso che questa visione mi ha strappato mentre passavo in auto, rifletto e penso che dovrei buttarmi nel settore astrologico date le mie oggettive capacità divinatorie..
Altro che Branko!
No, non parlerò di Prodi che se ne va. E' solo che oggi sto a casa con la febbre e mi è venuto spontaneo rendere un sentito omaggio fotografico al mio vecchio portatile che, dopo solo quattro anni di onoratissima carriera, ci ha improvvisamente lasciati, portando con sé il suo fardello di programmi, file, foto e quant'altro (nota: militante ricordati di fare un back up ogni tanto).
Questo è il pc deceduto:

notare le profonde ferite inferte un anno fa dal piccolo pargolo.

Qui sopra invece il nuovo pc al quale facciamo i migliori auguri di una (speriamo) lunga carriera. Sotto invece, una foto ricordo del cambio della guardia prima della rottamazione.

Il mio livello di socialità non è mai stato così basso come in questi ultimi tempi.
Sto sempre chiuso in casa e non vedo nessuno.
Poi basta vedere i tempi di ricarica del mio cellulare.
Fino a qualche tempo fa attaccavo lo spinotto tutte le sere.
Adesso ogni tre o quattro giorni.
E il mattino quando parto per andare al lavoro una volta su due mi dimentico il cellulare a casa.
Stanotte ho fatto un sogno che ricordo solo a sprazzi. Ricordo solo che c'erano i miei compagni di scuola delle superiori. Stamattina mi sono sforzato di ricostruirlo mettendo insieme i vari spezzoni ma invano. Invece mi sono venuti in mente altri spezzoni, quelli della mia vita scolastica passata risalente al paleolitico. In una classe di femmine noi tre poveri maschietti avevamo assunto il ruolo di fratellini-amichetti, il tutto in un clima cameratesco-goliardico. Ero talmente preso dal ruolo di amicone che, rivolto verso la mia compagna di banco del terzo superiore, tale Stefania, per farle un complimento le dissi: "Sai, Stefy, assomigli in modo impressionante a Simon Le Bon". La Stefy si mise a piangere dandomi del bastardo davanti a tutta la classe, professoressa di matematica compresa.
Ripensandoci, in effetti, i miei primi confronti con il sesso femminile furono piuttosto fallimentari.
Ci sono dei momenti nella vita in cui ti viene voglia di iniziare a correre e scappare. E lo fai, metaforicamente, inizi a correre, correre, senza pensare. Quello che ti lasci dietro però sta lì, non si muove. I problemi non si risolvono da soli. Le persone e le situazioni bisogna affrontarle. Non c'è spazio per i pavidi. Allora piano piano rallenti e ti fermi. Giri i tacchi e torni indietro.
Volevo scrivere un post su Guantanamo ma il fatto è che non mi va. D'altra parte chi mi conosce può immaginarsi che tipo di post potrei scrivere al riguardo. Un pippone antiamericanista un po' indigesto scopiazzato qua e là. Quindi sento fortemente di dover insistere nel percorrere la facile strada del cazzeggio blogghistico aderendo all'impegnativa gara tra blogger denominata: Fantamorto 2008.
Fino al 15 gennaio 2008 si può indicare la lista dei 10 personaggi celebri che si pensa moriranno nell'anno solare 2008. La lista deve comprendere almeno un personaggio che al 31 dicembre 2007 abbia meno di 50 anni (morte maledetta).
Fondamentale la regola stabilita dal regolamento secondo la quale "Non è valido agevolare la morte di uno dei personaggi indicati in lista".
Questa è la mia lista. Non è una lista per vincere. Potevo indicare nomi potenzialmente vincenti, tipo novantenni come Rita Levi Montalcini o Mario Monicelli. Ma perchè gufare contro questi due simpatici vecchietti quando posso puntare su una squadra di politici ed ex politici di prim'ordine come quella che segue?
MIRKO TREMAGLIA (non sono riusciti a farti fuori i partigiani quando eri repubblichino. Posso farcela io?)
GIULIO ANDREOTTI (hai fatto un patto con il diavolo ma io ci provo lo stesso)
SILVIO BERLUSCONI (niente di personale eh! mi stai solo altamente sul cazzo)
FRANCESCO COSSIGA (vedi Berlusconi)
MARGARETH TATCHER (giusto per ricordare i danni che hai fatto nei favolosi anni '80)
GEORGE BUSH SENIOR (per la guerra del golfo e per aver generato Bush junior)
ARNALDO FORLANI (il democristiano che odiavo di più)
UMBERTO BOSSI (per essere il capostipite di una massa di cerebrolesi che ce l'hanno duro)
ERICH PRIEBKE (special guest star)
EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA (morte maledetta)
EmmeIan mi ha candidato al Thinking blogger award citandomi tra i suoi cinque blogger "che fanno pensare". La ringrazio per la stima dimostrata nei miei confronti, assolutamente corrisposta anche da parte mia.
Io invece voglio dedicare questo post ai blogger veramente militanti - al di là del nome - che utilizzano lo strumento del blog per far emergere problematiche importanti, questioni politiche da sviscerare, per discutere e confrontarsi davvero.
A loro va tutta la mia stima come persone, compagni e blogger impegnati.
I cinque blogger che hanno "la capacità di farmi pensare":
1) moltitudini - caldamente consigliato a tutti. Lo leggo sempre molto volentieri e le sue analisi politiche - oneste, chiare, documentate - mi trovano d'accordo ormai al 99,9%. Davvero un grande!
2) razgul - dubito che leggerà mai questo post. Lo seguo dal 2004 e ho continuato a leggerlo spesso anche durante i due anni di stop blogghistico del militante. Ha innato un sano spirito di sovversione e scrive benissimo.
3) viga - un comunista vero, politicamente scorretto, che sa il fatto suo.
4) robertomazzuia - lo candido anche se ha già ottenuto il riconoscimento da altri blogger. Roberto, un uomo votato all'azione. Adora Beppe Grillo ma non gliene faccio una colpa.. ;) meglio un roberto affetto da grillismo che agisce che un militante duro e puro disteso sul divano di casa.
5) macca - E infine, last but not least, il grande Daniele! Anche lui è già stato candidato.. Vecchia conoscenza del militante dal 2005. Le sue chicche ironiche fanno sorridere e pensare al tempo stesso. Un punto di riferimento irrinunciabile.
Appena fuori dalla cinquina misiek&spawn72. Due giovani che mandano avanti un ottimo blog di controinformazione che leggo spesso e che meriterebbe di stare nei cinque.
Le regole:
1. Partecipare se si è stati nominati.
2. Lasciare un link al post originario inglese.
3. Quindi inserire nel post il logo del Thinking blog award.

4. Indicare i blog che hanno la "capacità di farti pensare".
Stamattina un assalto improvviso di virus (informatici) ha messo ko buona parte dei pc della rete aziendale. Ovviamente il mio è stato tra i più devastati, tanto che si è reso necessario il ricovero presso la ditta di assistenza tecnica. Due ometti si sono presentati in ufficio e a mo' di infermieri con lettiga hanno portato via il malato, promettendomi di dimetterlo entro le 13 di domani mattina restituendolo in piena forma. Ho preso in prestito il pc della collega. Domani mi sa che approfitto per mettere un po' di ordine sulla scrivania, dove giacciono in ordine sparso libri, fogli, faldoni, penne, timbri, calendari vecchi e nuovi, cartelline, spillatrici, puntatrici, elastici di varie dimensioni e colori, manifesti di varie iniziative recenti ecc.
Speriamo che i tecnici mantengano la promessa.
Dopo aver celebrato il funerale del mio portatile (sopravvissuto un anno dopo lo scempio perpetrato dal piccolo D. che staccò tutti i tasti costringendomi a digitare sui gommini) sto rischiando un altro dispiacere informatico.
Io rivoglio il mio pc sano e salvo!
Ieri sono andato nel capoluogo con la famigliola a comprare un regalino alla pargola che ha compiuto cinque anni. Nel tornare a casa mi sono fermato al negozio "computer discount" per comprare l'inchiostro per la stampante. Entro, prendo velocemente quello che devo prendere e vado alla cassa. Davanti a me c'è un piccoletto che parla affabilmente con il commesso alla cassa. Lo guardo e mi ricorda qualcuno. Lui mi guarda e abbozza un sorriso. Lo conosco? - mi domando. Poi, all'improvviso, l'illuminazione. Era lui. Il cantante di un gruppo che faceva musica dance e che ebbe un brevissimo periodo di fama negli anni '80 in particolare con questa canzone
Mi ricordo che all'epoca, prima di esplodere con questo brano il tipo gestiva un tabacchi proprio sotto il liceo di mia moglie. Lei andava a comprarci le sigarette e quando per la prima volta vide video in onda nella sigla di una famosa trasmissione di video musicali saltò sulla sedia e disse: "ma quello è il mio tabaccaiooo!!!".
Ma torniamo a noi. Mentre parlava con il commesso alla cassa ogni tanto mi dava un'occhiatina e ammiccava sorridendo verso di me come per coinvolgermi nella discussione o voler dire: "lo so, lo so, sì, sono proprio io, grazie di avermi riconosciuto!". Parlava di un imminente concerto con amici musicisti in cui avrebbe cantato canzoni dei genesis e di phil collins. E in effetti ricordo il suo timbro di voce sembrava assomigliare in qualche modo a quello di phil. Ad un certo punto ha mimato una schitarrata e una strofa. E rivolgendosi al suo piccolo uditorio ha detto: "mi raccomando ragazzi, tutti presenti eh!" Sembrava un bambino. Un bambino un po' imbolsito e invecchiato. Mi ha fatto tenerezza. Allora mi sono inserito nel discorso e gli ho chiesto "ehi R. suoni ancora!" e lui tutto contento mi ha detto "sì, certo, mi raccomando passa parola per il concerto!".
Sembra che adesso faccia il tassista nel capolouogo. Si vocifera che il luciferino cantante di Gioca Jouer - produttore discografico del gruppo - preparò un contratto capestro che prevedeva il versamento nelle sue tasche delle royalties e diritti Siae relativi alle canzoni del gruppo. Munta la vacca finchè aveva il latte, il produttore dai capelli a caschetto scaricò poi velocemente il gruppo che si avviò verso un un rapido declino senza monetizzare il successo di quel breve periodo. Qualche anno fa partecipò anche a meteore, trasmissione tristissima in cui si va, penso, solo per raggranellare qualche soldo perchè non dovrebbe essere molto piacevole per i diretti interessati.
Così, ci saluta con un sorriso e se ne va. R.Z. cantante dei V.V.
E mentre uscivo dal negozio per salire in macchina mi sono ritrovato a canticchiare il suo cavallo di battaglia..
No, dico io.. ma come cazzo ci vestivano i nostri genitori negli anni '70?
E quei capelli a caschetto?
Naaaaaa!!!!!!

Chi vive la propria vita senza avere attenzione per i particolari si perde molto. In termini di emozioni, sensazioni, riflessioni. Spesso significa vivere in un mondo autistico, dove gli altri esistono, sì, ma solo ed in funzione delle proprie esigenze e dei propri desideri ed egoismi. Tutto quello che non ci riguarda non conta. Inutile pensarci. Inutile e improduttivo perderci tempo. Non si percepisce che fuori dal nostro piccolo orticello c'è un mondo fatto di migliaia di vite e di storie che vanno avanti, più o meno faticosamente. E a volte queste persone entrano in contatto con la nostra vita. Spesso senza avere coscienza di questo. Entrano nella nostra vita per il solo fatto che noi le abbiamo osservate. Basta poco perchè questo avvenga. Basta, come dicevo, avere attenzione per i particolari, cogliere le sfumature, un gesto, uno sguardo. Ci colpiscono e stimolano la nostra riflessione o la nostra immaginazione. Io non sono mai stato bravo in questo. Mia moglie sì, capace di ricostruire storie di vita solo da pochi elementi, osservardo la gente, i comportamenti, le sfumature. E mentre io, avulso da tutto quello che mi sta intorno, magari sto pensando a cose banali tipo "devo lavare la macchina prima o poi che fa veramente schifo" lei osserva, fino al momento in cui mi chiede se avessi notato quella persona, quell'atteggiamento, ecc. ecc. e io le rispondo, inevitambilmente, che no, che non ho visto niente, che non ho notato niente, che nessuna di quelle persone mi era rimasta impressa, nessuno mi aveva colpito, niente, tabula rasa, solo una massa indistinta di persone senza sesso e senza età. Pensavo solo all'auto sporca da lavare. Prima o poi.
Ma ci sono situazioni in cui anche uno come me, disattento, distratto, chiuso nel suo mondo interiore con i suoi monologhi da flusso di coscienza, ci sono situazioni, dicevo, in cui anch'io riesco a percepire quello che succede intorno a me. Gioco forza che sia così perchè sono situazioni seriali, che si ripetono, ogni giorno e sempre le stesse. Situazioni che anche un cieco vedrebbe e sulle quali a quel punto è bello soffermarsi.
Mi viene in mente quel film in cui Bill Murray era costretto a vivere continuamente la stessa giornata. A forza di ripeterla si era affezionato alle persone che ogni giorno, inevitabilmente, incontrava. Erano diventate familiari. Una piccolissima porzione della mia giornata io, novello Bill Murray, la vivo in modo seriale. Tutti i giorni in modo quasi identico. Il tragitto da casa al lavoro. Ventidue chilometri. Venticinque minuti.
Accompagno i bimbi a scuola. Prima il più grande che fa la prima elementare. Dopo tre mesi di scuola mi sono accorto che l'anziano volontario che fa attraversare i bimbi sulle strisce pedonali è il mio vecchio allenatore, di quando giocavo a calcio nella squadra "giovanissimi" del paesello. Ieri mi sono fermato un attimo e l'ho salutato: "ehi mister!". E' così che i giocatori chiamano il proprio allenatore. Mister. Mi ha sorriso. E ho pensato a quella volta che mi chiamò e con tono solenne mi disse: "tu sei veloce e devi giocare in attacco. Come difensore sei sprecato". Ed io la prima cosa che pensai è che un terzino deve fare il terzino mica può inventarsi goleador. E in effetti di gol poi ne facevo davvero pochini.
Alla scuola materna incontro mamme che non conoscono che mi sorridono e mamme che conosco da una vita che abbassano la testa per non salutarmi.
Poi via, con la macchina. Accendo la radio, la musica mi fa compagnia.
Ore 8,15. Passo per C. e trovo l'anziano che si fuma la sigaretta in balcone. E' un classico. Primavera, estate, autunno o inverno lui è lì. A seconda della stagione può stare in canotta o con la giacca a vento da benzinaio ma lui c'è. A fumarsi la sua sigaretta mattutina. Chissà cosa penserò il giorno che, passando, non lo vedrò più. Saranno state le sigarette o la polmonite? Azz.. non mi sto improvvisando iettatore..
Ore 8,20. Alla fermata del pullman le solite facce. Con il tempo sono due quelle che mi hanno colpito. Una ragazza e un ragazzo. Giovanissimi ma sicuramente non studenti, che a quell'ora sono già in classe. Ho concluso che vanno entrambi al lavoro. Sono carini, entrambi. Ho notato che stanno sempre agli antipodi. Lei all'inizio della pensilina e lui alla fine. In mezzo altra gente, come a fare da barriera protettiva agli sguardi furtivi che lui le indirizza. Passare lì tutti i giorni e percepire una situazione dopo aver annotato tanti piccoli tasselli da cogliere nei pochi secondi che il passaggio in auto mi concede. Secondo me lui è innamorato di lei e non trovo il coraggio di farsi avanti. A volte mi immagino di fermarmi al lato della strada, chiamarlo un attimo e dirgli: "dai, buttati. Magari ti perdi qualcosa di bello". Ma magari il coraggio prima o poi lo trova da solo.
8,25. Mi avvicino alla città. Frazione V.M. C'è una donna che incrocio sempre. Non so dove va. Quando sono in anticipo la vedo uscire di casa e avviarsi a piedi. Quando sono in orario la vedo a metà del rettilineo. Quando sono in ritardo la vedo alla fine della via. Quando sono in nettissimo ritardo non la vedo per niente. Cammina con passo incerto. E' questa la cosa che mi ha colpito. Come se fosse malata. E' lievemente scoordinata nei movimenti. Non sorride mai. Ha lo sguardo sempre rivolto verso il basso, forse per non incrociare lo sguardo degli automobilisti, forse per stare concentrata sulla strada e sulle insidie che il terreno può presentare. Ha sicuramente più di 50 anni, le piace vestirsi in modo curato, i capelli sempre a a posto. Come se l'ordine esteriore dovesse compensare in qualche modo un caos interiore causato dalla paura per una malattia o dalla solitudine.
8,30. Inizia la salita verso il centro città. E' ancora tutta campagna. D'estate, ai lati della strada, ci sono i campi di girasole che amo. Ora c'è solo terreno mosso dall'aratro ma il cielo limpido ed il sole di questa mattina gettavano sulla campagna riflessi giallo-oro. Mi sono immaginato i girasoli mentre Blunt canta alla radio la sua ultima hit.
8,35. Entro in ufficio. Apro la finestra ed il gobbetto è sempre lì che mi dà le spalle.
Oggi mi godrò un sabato di solitudine lavorativa.
L'anziana barbona incontrata tra Termini e Piazza Esedra. Tutta concentrata a leggere "Repubblica". Barbona di estrazione borghese.. 
In fila al deposito bagagli delle stazione Termini e fischiettare la canzoncina pop dei Maroon Five insieme al coatto addetto al ritiro bagaglio.
Nella carrozza della metro, direzione Laurentina, l'artistoide aspirante scrittore, con "le physique du role" (con l'accento circonflesso sulla O sia chiaro) da bohémien un po' maledetto, che scruta attentamente i passeggeri, noi compresi e prende poi appunti sul suo quadernetto, in preda ad un raptus creativo. E scesi dalla metro si rivolge a noi e ci chiede: "dove si va per la fiera dell'editoria?".
Nel Palazzo delle Esposizioni, perdersi per ore tra le stanze dedicate alla mostra sul grande Kubrick. La voglia matta di mettermi in testa l'elmetto di Mattew Modine in "Full Metal Jacket". Born to kill.
Sfogliare la fotocopia della sceneggiatura di "Shining". Il mattino ha l'oro in bocca.
Restare freddo di fronte alle opere del celebrato Mark Rothko.
Il piacere di incontrare di nuovo zaky e il suo compagno, (amica blogger dai tempi del militante quasi quarantenne ) e presentarli a L.
Assistere in diretta allo scatto di questa foto.
Alla fiera del libro. Fermarmi allo stand di questa casa editrice, per comprare questo libro. Chiedere il prezzo al ragazzo di fronte. Il quale girandosi verso una ragazza dello stand gli domanda: "che prezzo gli facciamo?". E lei dopo avermi gettato un'occhiata e aver intuito l'animo sovversivo del militante dice: "uhm... facciamo dieci euro!". Sconti personalizzati decisi al momento. Fico.
Il ristorantino arabo-romano alla Garbatella consigliato da Zaky. Il piacere di vedere una tavolata di varie generazioni "de romani de' Roma" dai bisnonni ai pronipoti.
Colazione all'hotel. Arrivare quattro minuti prima della chiusura del servizio. E leggere un vaffanculo vagante tra i pensieri della ventenne stronzetta addetta al servizio. Compensare il senso di fastidio facendo il pieno con tre cornetti alla crema.
Un pensiero a tutti i blogger residenti nella capitale, amici vecchi e nuovi, in ordine sparso: ataru, noeyalin, aivlissilvia, giotto81, aliceassassina, amanitha, basstest, beat, emmeian, figliodinessuno, misiek, philipdick, smokecity, tostoini, spero di non aver dimenticato qualcuno.
Il blogger rearwindow06 ha organizzato un torneo in cui si sfideranno i nostri attori preferiti.
Le regole: ogni blogger potrà esprimere fino a 12 preferenze segnalando gli attori e le attrici che preferisce. Dal lotto degli attori segnalati verranno estrapolati i 32 attori/attrici che avranno avuto più voti. A questo punto, via agli scontri diretti con un tabellone che partirà dai sedicesi di finale fino alla finalissima.
Queste sono le mie 12 preferenze.
Ho dovuto selezionare moltissimo e poi mi sono venuti in mente altri attori irrinunciabili, ma questi sono quelli che ho segnalato per il gioco:
Al Pacino
Daniel Auteil
Jack Nicholson
Robert De Niro
James Stewart
John Malkovich
Marcello Mastroianni
Vittorio Gassman
Ingrid Bergman
Emma Thompson
Bette Davis
Anna Magnani
Forza! Partecipate che ci divertiamo!
LUOGO: Ente comunale dove presta lodevolmente servizio quel gran lavoratore che risponde al nome di militante. Seggio istituito per le votazioni dopo l'assemblea del personale.
EVENTO: Consultazione dei lavoratori sul protocollo sul welfare.
PROTAGONISTI:
- colleghi del militante membri della rsu (dicasi rsu la rappresentanza sindacale unitaria presso il luogo di lavoro del militante);
- rappresentante provinciale della CGIL, attardatosi a parlare con i colleghi dopo aver speso una quantità industriale di energie per convincere il personale intervenuto all'assemblea circa l'opportunità di approvare in massa il protocollo in questione;
- militante.
Il militante entra nella sala votazioni con il suo cafezinho sulla mano destra e una penna su quella sinistra.
Perchè il militante è così di sinistra da essere anche mancino.
Chiede gentilmente una scheda al collega addetto alla distribuzione. Apre la scheda e, sorseggiando il caffè, con fare disinvolto, proprio davanti gli occhi del suo segretario provinciale sindacale, verga una enorme X sulla casellina NO. Appoggia il caffè. Piega accuratamente la scheda e la introduce nell'apposita urna. Saluta e se ne va.